La cambiale marchiata Gibertini incassata dal violento Silipo
Nel processo “Aemilia” si è trattata anche la prima parte del caso che vede coinvolto Gino Gibertini per un’estorsione commessa, sostiene l’accusa, da un suo incaricato. Quell’uomo è Antonio Silipo,...
Nel processo “Aemilia” si è trattata anche la prima parte del caso che vede coinvolto Gino Gibertini per un’estorsione commessa, sostiene l’accusa, da un suo incaricato. Quell’uomo è Antonio Silipo, che fa parte della ’ndrangheta reggiana. La vicenda è stata già sviscerata, ma conviene riannotarla: “Renzo Melchiorri è un autotrasportatore che, a seguito di pesanti difficoltà economiche, ha contratto un debito con la ditta di combustibili “Gibertini” per un importo di 51mila euro”. A quel punto subentra Antonio Silipo, che viene incaricato da Gibertini - dietro il pagamento di 5mila euro - di esigere il debito contratto da Melchiorri, ottenendo la somma di 25mila euro, e non più 51mila euro”. Gibertini si è sempre dichiarato estraneo perché quel credito lo aveva ceduto proprio a Silipo al costo di 5mila euro visto che aveva intuito come Melchiorri non potesse davvero pagare, scegliendo quindi di mettere in detrazione il credito inesigibile.
La vittima Melchiorri ha già deposto in Aula, ripercorrendo la vicenda e svelando di aver chiesto informazioni su Silipo alla polizia di Sassuolo. Non ammette che ha deciso di pagare perché ha intuito di trovarsi di fronte ad un criminale, ma quello è il sospetto dei magistrati e del giudice. Ma Melchiorri svela che “anche se il credito era stato ceduto a Silipo, dietro le cambiali che io pagavo c’era il timbro di Gibertini”. Quindi Gibertini incassava attraverso Silipo?
La risposta, che arriverà in Aula nei prossimi mesi, dovrebbe essere negativa ed è stata anticipata dall’avvocato Luca Pastorelli, che difende Gino Gibertini. Quella cambiale - perché si tratta di un solo documento - è timbrata Gibertini poiché Silipo aveva un debito con l’imprenditore modenese e aveva sottoscritto alcune cambiali. Gibertini, di fatto, non entrerebbe nell’estorsione ai danni di Melchiorri. (fd)
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