Gazzetta di Modena

Modena

Le multe dello Scout Speed in un ginepraio legale

di Andrea Gilioli
Le multe dello Scout Speed in un ginepraio legale

Lo strumento che consente di rilevare subito velocità, revisione e assicurazione tra spese di allacciamento, ostacoli burocratici e ricorsi al giudice per privacy

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SASSUOLO. Continua a far discutere - e ad incutere timore - l’utilizzo da parte della polizia municipale sassolese del dispositivo “Scout Speed” per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità.

Il sistema elettronico, acquistato a metà 2015 dal Comune, a quasi un anno dalla sua attivazione ha elevato numerose sanzioni che hanno portato, come del resto accaduto anche in altre zone d’Italia, a ricorsi e battaglie legali, non certo vantaggiose per le casse comunali.

Per chi ancora non lo conoscesse il famigerato macchinario, installato su un auto dei vigili, consente di leggere le targhe dei veicoli che viaggiano sulla strada (anche in senso contrario), controllando la regolarità assicurativa e l’esecuzione della revisione, e di verificare il superamento dei limiti di velocità. Sul piano giuridico le posizioni sono ancora alquanto discordanti: se da un lato alcuni automobilisti si sono visti annullare le sanzioni, in particolare per violazione della privacy in caso di foto scattata frontalmente senza immediata contestazione della violazione, in altri casi, infatti, i giudici hanno dato ragione alle amministrazioni.

Anche a Sassuolo alcuni ricorsi hanno dato risultati positivi per gli automobilisti, con il giudice di pace di Modena che ha accolto recentemente le rimostranze di P.G., G.P. e B.C.

Su questi tre ricorsi, però, il Comune ha deciso di non arrendersi, tanto che nei giorni scorsi la giunta ha autorizzato gli avvocati comunali a proporre appello contro la sentenza di primo grado. Oltre ai costi legali, che potrebbero essere ingenti nel caso in cui l’orientamento giurisprudenziale contrario all'uso dello Scout Speed in certe circostanze e modalità dovesse stabilizzarsi (al momento il Comune ha comunque sborsato solo 193 euro di spese processuali) il sistema ha anche ingenti costi vivi per l’amministrazione, che ha recentemente deliberato la spesa di ben 11mila e 224 euro per estendere la garanzia del dispositivo ed effettuare l’obbligatoria verifica annuale.

Nella cifra compaiono 2mila euro per l’accesso alle banche dati Db Web, che permettono al macchinario di verificare se le targhe lette risultino collegate a veicoli rubati, non assicurati/bollati o non revisionati. Ad alleggerire il conto per il Comune il fatto che quest’ultima spesa sia suddivisa tra Sassuolo e i comuni di Fiorano, Formigine e Maranello, che posseggono lo Scout Speed e che utilizzeranno in condivisione il software per l’accesso alle banche dati.

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