Castelvetro va al Tar contro l’Anac per la gara contestata
Il sindaco Franceschini: «Vincoli impossibili da rispettare» Gianaroli (M5s): «Si spenderanno altri soldi dei cittadini»
CASTELVETRO. Il Comune è pronto a fare valere le proprie ragioni nei confronti dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), dopo che quest’ultima ha demandato alla Corte dei Conti ogni eventuale iniziativa da intraprendere verso il Comune sull’appalto per l’accertamento e la riscossione dell'imposta sulla pubblicità, le pubbliche affissioni e la Tosap.
Secondo i Cinque Stelle di Castelvetro, che hanno passato la gara d'appalto ai “raggi x”, nel bando ci sarebbero state infatti delle clausole che non avrebbero consentito una reale concorrenza, tanto che delle cinque ditte invitate a partecipare, alla fine se ne è presentata solo una (la Ica Srl, che poi ha vinto). L’amministrazione comunale, dopo il responso di Anac, non è rimasta a guardare, e come ha confermato il sindaco Fabio Franceschini è pronta a ricorrere al Tar del Lazio.
«Abbiamo fatto un’istanza di riesame - conferma il primo cittadino - ma se questa non fosse accolta siamo pronti a ricorrere al Tar del Lazio. Anac ha infatti messo dei paletti dopo che la gara era stata fatta e che quindi non potevano per forza di cose essere rispettati».
Dall’altra parte Filippo Gianaroli, capogruppo dei Cinque Stelle di Castelvetro, ha presentato un’interrogazione da discutere in Consiglio comunale, dopo avere appreso dell’intenzione dell'amministrazione di resistere contro Anac ricorrendo eventualmente anche al Tar.
Nell’interrogazione, Gianaroli chiede tra l'altro “se il Consiglio Comunale di Castelvetro ritiene corretto spendere i soldi dei suoi cittadini per ricorrere al Tar quando Anac ci avvisa che ha già inviato tutta la documentazione del caso alla Procura Generale presso la Corte dei Conti...Il Sindaco/Comune - prosegue Gianaroli - nonostante non abbiano chiesto una audizione di Anac innanzi al Consiglio quando previsto dal quadro normativo, ora potrebbero recuperare aspettando di essere chiamati dalla Corte dei Conti nel caso questa ravvisi inadempienze o irregolarità. Ricorrere al Tar contro Anac prima che la Corte dei Conti si sia espressa nel merito, significa di fatto non riconoscere l’autorità e la capacità di Anac nella valutazione e vigilanza nell’ambito dei contratti pubblici».
Sempre Gianaroli, interroga il per sapere “se il Consiglio comunale ritiene corretto che il sindaco dia indicazioni ai capisettori per organizzare bandi di gara che Anac dichiara “non conformi ai principi di buon andamento ed imparzialità dell’amministrazione... con ricadute negative per l’incremento dei costi, nonché per la lesione della concorrenza».
Marco Pederzoli
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