Il caso del gioco mortale a Modena: «Se mi accusi ti uccido»
La madre della vittima racconta: «Mio figlio maggiore è stato fermato in strada dall’adulto indagato che lo ha “avvertito”»
MODENA «Sono passati sei mesi e, per quello che ha subito, oggi mio figlio di dodici anni è in cura da uno psichiatra mentre l'altro, di sedici anni, andando in palestra durante l'orario scolastico è stato minacciato di morte dal giovane che aveva cercato di strangolare il fratello “per gioco”. Io non so più cosa fare. Adesso farò denuncia alla polizia anche per questa grave minaccia. Ma la nostra vita sta diventando davvero impossibile da gestire. Mi rivolgo alle autorità perché intervengano».
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È preoccupata la madre dei due ragazzi coinvolti nel gioco del cosiddetto “strangolino”: due fratelli minorenni fatti partecipare a un'attività perversa condotta, secondo l'accusa, da un 26enne di Carpi.
La donna non lo conosce di persona, ma ormai sente la sua presenza incombere ovunque come se lei e i due figli minorenni fossero i protagonisti di una storia del terrore.
IL CASO Il più piccolo, adesso dodicenne, venne soffocato con le mani dal 26enne durante il gioco sadico che prometteva “cinque secondi di paradiso”: la morsa al collo, il senso di soffocamento, poi la presa mollata e il defluire del sangue che dovrebbe procurare piacere. Un gioco che è in ogni caso un atto di violenza e che facilmente può finire con la morte di chi lo subisce. Il fratello dovette assistere a questa scena atroce in compagnia di un amico dell'aggressore. Nel frattempo la madre li cercava disperatamente: non aveva più notizie di loro da quando non erano rientrati a casa. Dopo aver ricevuto sul cellulare messaggi vaghi che non avevano risposta ai suoi interrogativi quando chiedeva dove fossero, a notte fonda si è trovata a casa il figlio piccolo ridotto in condizioni gravi: al pronto soccorso gli è stata diagnosticata la frattura dell'osso ioide con una prognosi di trenta giorni. Il procuratore capo Lucia Musti intervenne sul caso - affidato alle indagini del pm Katia Marino - per stigmatizzare la gravità della vicenda.
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IL CROLLO DEL RAGAZZO Il passare del tempo non ha però migliorato la situazione. Anzi. Racconta la madre: «Il piccolo è in cura da uno psichiatra. È sconvolto. Si sveglia di notte urlando. Ripete che è terrorizzato, vede il suo aggressore dietro il vetro della finestra che lo guarda e vuole entrare. È una situazione terribile, come parte offesa sto spendendo tanti soldi, siamo minacciati lo stesso e non so più cosa dire e fare».
Non è però finita qui. I tre sono rimasti via da Modena per tutta l'estate cercando un po' di pace. Ma pochi giorni fa l'incubo è tornato a materializzarsi. «Mio figlio sedicenne - spiega la madre - frequenta le superiori. Nella sua scuola non c'è la palestra e quindi devono raggiungerne una vicina a piedi. Durante il percorso, mentre era in compagnia di uno della sua classe, in strada è comparso il carpigiano 26enne (che ha soffocato mio figlio piccolo) e gli ha detto: “Se mi mandi in galera, appena esco ti ammazzo”.
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È stata una vera e propria minaccia di morte. Mio figlio è terrorizzato. Ora andrò alla polizia a denunciare anche questa vicenda. Spero che qualcuno faccia qualcosa per proteggerci da quell'uomo. Noi non sappiamo più cosa fare».
Intanto prosegue l'indagine condotta dal pm Katia Marino. Il 26enne è indagato.
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