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Medolla. Rapinatore inseguito e placcato

di Valentina Corsini
Medolla. Rapinatore inseguito e placcato

Medolla. Irrompe in un garage per rubare la bicicletta da 5000 euro a un ex ciclista e professionista Colluttazione con il proprietario che dà l’allarme al carabiniere confinante poi l'arresto

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MEDOLLA. Potrebbe sembrare la trama di un film. In cui la vittima del reato e il carabiniere in borghese – al termine di un rocambolesco inseguimento – braccano il ladro e lo consegnano alle forze dell’ordine che lo arrestano.

E accaduto per davvero domenica pomeriggio in via Venezia a Medolla.

Protagonista della disavventura, andata però a buon fine, è Fabiano, operaio 45enne, ex ciclista professionista e figlio di un carabiniere in servizio a San Prospero negli anni ’80.

Erano passate le 18.30, quando Fabiano scende nel garage della sua abitazione per sistemare alcune cose, lasciandolo aperto verso l’esterno. Il tempo di rientrare in casa un attimo e quando torna nel garage, si ritrova faccia a faccia con un ospite indesiderato: Tahar, 17enne tunisino con cittadinanza italiana, residente in paese.

Il giovane è intento a portargli via la sua bici da corsa del valore di 5mila euro: «Quando ho visto quel ragazzo dentro il garage, pronto a fuggire con la mia bici, gli ho detto: dove stai andando? – racconta il 45enne – ha avuto la faccia tosta di rispondermi che non stava facendo nulla, poi mi ha strattonato ed è nata una colluttazione, in cui sono caduto a terra e mi sono fatto male al braccio destro. Intanto lui è scappato fuori e mentre fuggiva ha perso una scarpa. Mi sono rialzato per rincorrerlo ma purtroppo l’ho perso. Allora ho raccolto la scarpa e poi sono tornato verso casa per dare l’allarme».

Caso vuole però, che il vicino di casa di Fabiano, sia un brigadiere dei carabinieri di San Felice, domenica pomeriggio fuori servizio. Il militare, avvisato, si è subito messo alla ricerca del fuggiasco insieme al 45enne: «Ho suonato subito dal mio vicino, il brigadiere Gabriele Diacci, spiegandogli quello che mi era capitato e consegnandogli la scarpa rinvenuta – riprende Fabiano – poi insieme ci siamo messi all’ inseguimento del ragazzo che aveva provato a rubarmi la bici. Poco dopo l’abbiamo visto aggirarsi a centro metri da casa mia. Evidentemente, avendo perso la scarpa, stava tornando indietro a recuperarla. Così l’abbiamo braccato ed immobilizzato a terra. Devo ringraziare Gabriele, perché nonostante non fosse in servizio domenica, non ha esitato un attimo a darmi una mano».

E così, grazie alla collaborazione tra i due – con tanto d’inseguimento e cattura – i carabinieri di San Prospero, prontamente avvisati ed intervenuti sul posto, hanno potuto arrestare il tunisino 17enne. Tahar è stato quindi condotto nel carcere minorile di Bologna con l’accusa di rapina impropria.

«In fondo mi dispiace per lui – ammette Fabiano – perché è solo un ragazzo. Nessuno però gli ha detto di entrare nel mio garage, spero gli serva da lezione. Non si rubano le cose degli altri». Già...

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