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A Villa Corletto per un giorno il re è lo champagne

di Serena Arbizzi
A Villa Corletto per un giorno il re è lo champagne

Open day di Premiere Italia con la presentazione di 70 differenti vini, 21 terroirs e 21 produttori

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Un viaggio intenso nel mondo delle bollicine: è stata un’esperienza affascinante quella che hanno assaporato i partecipanti a un vero e proprio salotto dedicato allo Champagne e non solo. L’evento si è svolto lunedì presso la sede aziendale di Villa al Corletto, ed è stato ideato da Mario Federzoni, Officier des Coteaux de Champagne, e Alessandro Federzoni, brand manager, titolari di Première Italia, la compagine modenese che seleziona e commercializza bollicine dall’Italia e dal mondo. L’open day ha permesso di far conoscere in modo approfondito le bollicine delle regioni più vocate d’Europa, attraverso il contatto diretto con i produttori, nel corso di un’esperienza unica, fatta di racconto, tradizione, e suggestive sensazioni organolettiche. Una vera e propria iniziazione allo champagne, al metodo classico, e al metodo charmat, attraverso l’assaggio di oltre 70 bollicine, di 21 terroirs, e 21 produttori differenti, scelti dal corposo catalogo Première Italia, i quali hanno svelato la loro storia, e le peculiari caratteristiche delle loro migliori cuvée. Oltre alla qualificata mescita, nei banchi d’assaggio, ha avuto luogo una degustazione di “vecchie annate” di champagne guidata da Mario Federzoni e da sommelier professionisti. Mentre alcuni punti degustazione food, hanno fornito per tutta la giornata selezioni di mortadella Villani, e Parmigiano Reggiano del Consorzio in diverse stagionature; questo insieme al panettone e allo champagne dell’Antica Pasticceria Muzzi. All’ora di pranzo un risotto allo champagne e Parmigiano Reggiano firmato dallo chef Luca Balboni, già chef all’Osteria Francescana di Massimo Bottura e a El Bullì di Ferran Adrià. La regione della Champagne è stata ben rappresentata con la prestigiosa maison De Venoge - Épernay, con le famose cuvée Des Princes e Louis XV; e importanti vignerons: Pierre Legras - Chouilly - Côte des Blancs; Demière Ansiot - Oger - Côte des Blancs; Jacques Rousseaux - Verzenay - Montagne di Reims; Marc Chauvet - Rilly la Montagne - Montagne di Reims; Lagille ed Fils - Treslon - Vallée de l’Ardre; Mary Sessile - Treslon - Vallée de L’Ardre; Binon - Coquard - Spoy - Bar-Sur-Aube; Morel Père & Fils - Les Riceys - Bar-Sur-Seine; Erick Schreiber - Courteron - Bar-Sur-Seine (precursore nel biodinamico). La Borgogna, è stata presente con Pierre Ponnelle - Beaune - Côte d’Or. La Loira con Monmousseau - Montrichard - Loir-et-Cher. Mentre i gonfaloni dell’Alsazia, sono stati portati dal pioniere del Cremant d’Alsace, Dopff au Moulin - Riquewihr - Haut-Rhin. I colori della Spagna sono stati difesi con orgoglio dal produttore Mas Bertran - Saint Martì Sarroca - Alto Penedés. E anche l’Italia ha visto presenti tutte le maggiori regioni del vino: il Trentino Alto - Adige, con le Cantine Roverè della Luna - Roverè della Luna - Chiusa di Salorno (Trento). La Franciacorta, con Ugo Vezzoli - San Pancrazio - Franciacorta (Brescia). L’Umbria con Decugnano dei Barbi, primo metodo classico della regione - Fossatello - Orvieto (Terni). L’Emilia - Romagna, con Azienda Agricola De Pietri - Saliceto Buzzalino (Modena); e Podere Pavolini - Bacedasco (Piacenza). Il Veneto, con Le Contesse - Tezze di Vazzola - Valdobbiadene (Treviso). La Campania, con Telaro - Roccamolfina - Galluccio (Caserta).

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