«Alluvione, l’indagine va ancora avanti»
L’inchiesta sull’alluvione continua. Ci sono ancora persone informate sui fatti che possono dare un importante contributo a chiarire fino a che punto l’intervento o la negligenza dell’uomo hanno...
L’inchiesta sull’alluvione continua. Ci sono ancora persone informate sui fatti che possono dare un importante contributo a chiarire fino a che punto l’intervento o la negligenza dell’uomo hanno contribuito al terribile evento naturale che il 14 gennaio 2014 ha sconvolto la Bassa modenese e una parte del territorio comunale della città.
È quanto ha spiegato ieri il procuratore capo Lucia Musti dopo l’annuncio di rinuncia del mandato per l’azione penale dell’avvocato Massimo Jasonni che ora lascia circa 700 persone senza un avvocato che segua l’indagine in corso.
La Musti ha spiegato che «si sta andando avanti con le indagini perché sono molto complesse. Lo sapevamo da subito: quando ci sono eventi naturali di questa portata non è semplice dimostrare responsabilità penali in capo a chi doveva controllare in caso di avversità atmosferiche come questa».
Insomma, gli accertamenti sono ancora in corso, ma quando si potrà tirare le fila su quanto raccolto? «Potremmo anche chiudere l’inchiesta entro la fine dell’anno - ha detto il procuratore - in ogni caso sarà mia cura illustrare le decisioni prese dalla Procura, sia nel caso in cui chiediamo l’archiviazione, sia se chiediamo rinvii a giudizio».
L’indagine in corso verte sull’ipotesi di disastro colposo. Numero e qualifica degli indagati non sono noti. Anche il contenuto delle indagini, inizialmente anticipato dall’ex procuratore capo Vito Zincani, non è oggi noto. Al centro degli accertamenti c’è in ogni caso l’utilizzo degli strumenti e dei fondi per la sicurezza degli argini del Secchia.
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