«Mostra di figurine Chiarezza sui costi»
M5S ironizza sulla fluttuazione dei compensi ai curatori «Esposizione “doppione” da 200 mila euro» E il prezzo sale
Il Movimento 5 stelle attacca la giunta sul Mata e soprattutto sulle migliaia di euro "elargite" ai curatori delle mostre allo spazio espositivo dell'ex Manifattura tabacchi. In un comunicato il M5S spiega che si tratta di «Spese senza logica, con i cittadini che pagano per figurine doppioni, mentre manca una seria politica culturale». Il gruppo di opposizione ricorda i 60 mila euro per Richard Milazzo per la mostra "Il manichino della storia" , i 20 mila euro per il giornalista sportivo Leo Turrini curatore dell'attuale «I migliori album della nostra vita», 3 mila euro per il professor Antonio D'Avossa, esperto dell'artista internazionale Daniel Spoerri che curò una mostra a Modena lo scorso anno. E i grillini legano ironicamente questo festival del finanziamento - ricordiamo che la mostra delle figurine Panini è costataai modenesi oltre 200mila euro - «all'indice di borsa che è decisamente alto per alcuni mentre per altri vale il contrario». Tra l'altro i costi di questa esposizione continuano a lievitare. Arriva, infatti, la determina comunale con la quale si assegnano 1550 euro all'ex grande ciclista Felice Gimondi che questa sera alle 18,30 verrà intervistato da Turrini al Baluardo. Ai quali vanno aggiunti altri 500 euro per l’affitto del Baluardo. Verrebbe da chiedersi come mai , l’incontro non sia stato fatto negli spazi del Mata. O al museo della figurina... Sul tema dei compensi ai curatori il M5S rileva che «Tre esposizioni, tre compensi diversi: 60 mila euro per Richard Milazzo, 20 mila euro per Leo Turrini, 3 mila euro per Antonio D'Avossa». Senza entrare nel merito delle competenze, il M5S si interroga sul criterio valutativo alla base dei compensi ai curatori. «La curatela delle mostre è oggetto di fluttuazioni come le azioni borsistiche e su trattativa privata: per alcuni professionisti l'indice di borsa è decisamente alto mentre per altri vale il contrario. Non è una questione di denaro ben speso o meno: un buon amministratore pubblico deve fare politiche culturali nel solo interesse della collettività». I grillini ricordano inoltre i 300mila euro spesi per l'affitto del Mata e criticano la "Creazione di nuovi contenitori senza pensare al contenuto". I riferimenti sono al " Polo dell'immagine (ancora senza guida) e al recupero del Sant'Agostino. Con tali premesse è difficile che i soldi dei cittadini risultino alla fine spesi bene".
Stefano Luppi
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