Scuola sotto sequestro a Finale per calcestruzzo depotenziato, il giudice deve decidere
Si è concluso l’incidente probatorio sul calcestruzzo delle medie Frassoni La procuratrice Musti: «Vogliamo riconsegnarle il prima possibile alla comunità»
FINALE. La scuola media “Frassoni”, mai aperta dopo essere diventata il simbolo dell’inchiesta sul calcestruzzo depotenziato, sarà utilizzabile. Quando ancora non si sa, ma le parole del Procuratore capo di Modena, Lucia Musti, lasciano intendere che qualche indicazione positiva sulla struttura sia già arrivata. «C’è l’esigenza di restituire il prima possibile, compatibilmente con i tempi tecnici che sono quelli che sono, la scuola alla comunità. È questo l’intento della magistratura», ha spiegato. E la specifica arriva in seguito alla scelta del pubblico ministero, Claudia Ferretti, di stralciare gli atti relativi alle medie e chiedere al giudice delle indagini preliminare l’incidente probatorio. «Perché la complessità dell’indagine - ha puntualizzato Lucia Musti, riferendosi ai casi delle altre cinque aziende private costruite con calcestruzzo a rischio depotenziamento - avrebbe richiesto tempi molto più lunghi».
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Ora cosa accadrà? Il pm Ferratti ha già ricevuto una dettagliata relazione da due ingegneri, incaricati dalla Procura, che hanno permesso di circoscrivere a sette quesiti i nodi focali sul calcestruzzo utilizzato. E partendo da queste basi, il gip - come si augurano gli inquirenti - potrà nominare un proprio perito e consentire così di sciogliere i nodi cruciali, su cui si giocherà non solo l’apertura delle scuole medie ma anche la credibilità delle due aziende coinvolte: la Betonrossi di Piacenza, fornitrice del calcestruzzo e l’A&C di Mirandola, che ha eseguito i lavori in viale Della Rinascita.
Non è ancora dato sapere quando il gip analizzerà la situazione, ma è chiaro che l’obiettivo è quello di garantire la disponibilità della scuola fin dal prossimo anno scolastico. Perché, una volta avuto prova del percorso penale, si procederà con l’analisi dell’intera struttura per definire se sia sicura e antisismica o meno.
Discorso diverso, invece, riguarda le cinque aziende che hanno utilizzato il calcestruzzo della Betonrossi e che si sono affidate alla A&C per la costruzione dei capannoni: per Zimor di Finale, l’Acetum di Cavezzo, la Medica di Medolla, gruppo che opera nel campo biomedicale, la Offmec di via XXV aprile a Mirandola e l'Agritecnica di San Felice di Matteo Bianchini il percorso sarà più lungo.
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Come del resto quello delle persone indagate - in tutto sono 16 - tra cui Antonio Ligori, direttore dei Lavori della scuola e che non avrebbe vigilato sulle analisi tecniche dei “cubetti” di calcestruzzo.
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