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Se l’odio corre sul web: a Modena scattano i super controlli

di Saverio Cioce
Se l’odio corre sul web: a Modena scattano i super controlli

In ateneo un centro di ricerca contro discriminazioni e campagne diffamatorie. Raccolta dati, servono misure per limitare le aggressioni da blog anonimi

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MODENA Che fare se la diffamazione, le calunnie e l’odio arrivano dal web, da un insieme di voci che si nascondono nei blog e nei commenti anonimi o con nomi fasulli? Peggio: come reagire alle campagne d’odio razziale o contro le minoranze di cui ribollono i mille siti di una rete informatica inafferrabile?

Sono queste alcune delle questioni a cui cerca di dare una risposta il neonato Crid (Centro Ricerca Interdipartimentale su Discriminazione e Vulnerabilità) che mette insieme vari specialisti universitari per elaborare analisi e proposte operative.

«Il nostro impegno - sintetizza il professor Gianfrancesco Zanetti che dalla sua cattedra di Filosofia del diritto è il promotore dell’iniziativa - è quello di raccogliere documentazione su otto questioni che rappresentano altrettante aree di vulnerabilità sociale. Tematiche di genere, anzianità e minori. orientamento sessuale e disabilità, scelte religiose, politico-sociali, caratteristiche legate alle etnie e alle nazionalità: tutti argomenti che possono essere usati per attaccare chi viene visto di volta in volta come un nemico sociale.

Con l’antisemitismo questi processi hanno toccato l’apice nei momenti peggiori: basti pensare che a un luminare come il modenese Benvenuto Donati, titolare della mia stessa cattedra durante il fascismo, fu allontanato dall’insegnamento perchè era ebreo. Un fenomeno di questo tipo non è morto, cambia forme e bersagli».

Non solo guerra ideologica però. Nel momento in cui i limiti tra libertà d’espressione e gli insulti anonimi vanno confondendosi in Rete, i ricercatori forniranno indicazioni utili per mettere i confini.

Un paio di esempi aiutano a capire meglio le ripercussioni profonde di emarginazioni nascoste ma che hanno pesanti ricadute. «Il lavoro certo non manca - ha aggiunto Thomas Casadei, docente di Giurisprudenza - Anche all’estero da molti anni ci sono esperienze che vanno in questa direzione».

«In questa attività - ha commentato il rettore Angelo Andrisano - a Modena non partiamo da zero. Ci sono contributi e studiosi di materie che tutte insieme riguardano le discriminazioni. Diciamo che il Crid è una realtà che mette in un’unico sistema il lavoro fatto da docenti e ricercatori».

Il primo obbiettivo è quello di creare banche dati, mettere in rete gli specialisti in grado di fornire consulenze sui temi dell’esclusione e della discriminazione nella società. Come? Con seminari, laboratori e conferenze , un portale su Internet (ovviamente), studi specialistici coinvolgendo anche gli studenti e gli esperti accreditati.

Tutto questo in collegamento con progetti europei e altre università. Passi immediati? Diffondere tutte le “buone prassi”, ovvero far conoscere i meccanismi di leggi che permettreebbero, ad esempio, di far chiudere siti o pagine diffamatorie che fanno circolare in rete foto e riprese effettuate all’insaputa degli interessati. Così, anzichè i mesi necessari per togliere le riprese di atti intimi fatte circolare per vendetta, sarà possibile operare in pochi giorni.

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