Gazzetta di Modena

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Una notte in un campo ma l’anziano è salvo

di Valeria Cammarota
Una notte in un campo ma l’anziano è salvo

Ernesto Colli, fratello del farmacista, ha resistito al freddo in un’area arata I volontari della Protezione Civile l’hanno individuato dopo 18 ore di ricerche

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Dopo un’attesa protrattasi penosamente per circa 18 ore, è stato infine ritrovato, sano e salvo, Ernesto Colli, fratello 84 enne del farmacista Dante Colli, titolare della Farmacia del Popolo in via Marx.

Si è resa necessaria una notte di ricerche, condotte alla luce delle lampade, perché le squadre di ricerca potessero individuare l’uomo scomparso lunedì pomeriggio. «Mio zio è solito prendere un caffè sotto casa, dopo pranzo, ogni giorno - racconta la nipote Anna Colli, farmacista, a poche ore dal ritrovamento - e così ha fatto anche lunedì. Erano all'incirca le 14.30 quando è uscito dall'abitazione di mio padre Dante che, alle 16, si è rivolto a me, preoccupato. Diversamente dal solito, suo fratello non era ancora tornato a casa e questo ci ha immediatamente fatto pensare che fosse accaduto qualcosa». Ernesto Colli ama molto passeggiare, specie in campagna, come affermano i nipoti. «Abbiamo ricevuto tre avvistamenti, nelle ore successive - continua Anna - la prima nelle vicinanze di Radio Bruno, la seconda in via Guastalla e, verso le 22.30, in via dell'Industria, dove una persona l’ha riconosciuto mentre attraversava la strada in direzione Budrione-Migliarina. Anche le telecamere hanno filmato quel preciso momento. Deve aver perso il senso dell'orientamento e, in zona industriale, aver preso la direzione opposta a quella di casa. Tutta la famiglia si è immediatamente portata nella zona: abbiamo perlustrato le campagne fino all’una di notte, con la luce delle pile mentre, in contemporanea, lo stesso facevano quindici Vigili del Fuoco, due unità cinofile, le Forze dell'Ordine e i volontari della Protezione Civile, che hanno proseguito fino alle tre di notte».

Ieri mattina, infine, intorno alle 10.45, Ernesto Colli è stato individuato, steso su un campo arato non visibile dalla strada, nell'area compresa tra via Donelli e via Quattro Pilastri, a 500 metri da via Guastalla. «Dopo aver scandagliato i fossi, lo abbiamo trovato a terra: era caduto, gli doleva un braccio e non riusciva ad alzarsi da solo - racconta un volontario della Protezione Civile - non aveva fame, né freddo ed era cosciente, sereno: mentre gli stringevo la mano, mi parlava dei propri ricordi. L’ambulanza ha subito provveduto a trasportarlo al Ramazzini».

Fondamentale è stata l'utilizzo delle tecniche TAS (Topografia Applicata al Soccorso). «Ora mio zio è ricoverato in ospedale - spiega Anna - dove stanno alleviando, con la coperta termica, il freddo accusato nella notte e provvedendo alla reidratazione. Siamo sollevati: fortunatamente ha sempre goduto di ottima salute, il che gli ha consentito di sopravvivere a un'esperienza del genere».

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