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«Caro Bersani, rinneghi i tuoi tre voti »

«Caro Bersani, rinneghi i tuoi tre voti »

Davolio, ex sindacalista Cgil e ora presidente del comitato Pd per il sì ha scritto all’ex segretario

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Le posizioni critiche di gran parte della sinistra di estrazione comunista sul referendum costituzionale di dicembre hanno, a Sassuolo, una rilevante eccezione. Si tratta di Maurizio Davolio, storico esponente della sinistra di matrice comunista sassolese, ed ex sindacalista Cgil, che da alcune settimane è diventato presidente del comitato Pd per il sì al referendum sulla riforma costituzionale Boschi-Renzi. Davolio, che respinge al mittente le accuse di essere diventato renziano e aver rinnegato il suo passato, ha anche scritto una lettera all'ex segretario Pd Pierluigi Bersani, rispondendo a quanto l'ex presidente del consiglio aveva detto all'Unità per sostenere il suo voto contrario alla riforma. «Uno che ha votato per tre volte una cosa in parlamento – scrive Davolio a Bersani – non può votargli contro nell'urna. È una questione di coerenza. Per giustificare questa scelta ti arrampichi sugli specchi e, mi dispiace, ma ho perso la stima che avevo in te. Parli spesso di ciò che avviene nel mondo per colpa delle forze di destra populiste. Pensi davvero che far cadere questo governo sia un contributo per combattere queste forze? Io non credo e penso che tu stia sbagliando a dividere strenuamente il tuo “regno nel Pd” da quello di Renzi. I mali che denunci ora c'erano anche prima e probabilmente anche tu hai contribuito a crearli. Anche su questo mai hai deluso». Davolio, nella lettera a Bersani, ricorda poi con dispiacere quanto ha fatto per sostenere il piacentino alle elezioni. «Ho consumato un paio di scarpe, girando al freddo per ore – continua Davolio – per sostenere te e Cuperlo. L'ho fatto dando per il vostro sostegno del tempo della mia vita e mai mi avete cercato per sentire il mio parere. Sono forse servito solo per raccogliere voti? Oggi sono presidente del comitato per il sì: non ti dice niente che uno come Davolio abbia fatto questa scelta e ti scriva questa cose? Non sono diventato Renziano, sia chiaro, io sono sempre Davolio».

Andrea Gilioli

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