Gazzetta di Modena

Modena

LA POLEMICA

Cei-Regione: lite sull’accoglienza

Critiche per i pochi immigrati presenti in Emilia, Gualmini contesta

2 MINUTI DI LETTURA





L'Emilia-Romagna è la regione maglia nera nell'accoglienza dei profughi e dei rifugiati. Questo quanto sostiene il rapporto Caritas-Migrantes, presentato a Bologna con l'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.

«In Emilia-Romagna - ha detto monsignor Gian Carlo Perego, direttore di Cei-Migrantes - solo 30 Comuni hanno attivato il progetto Sprar per un totale di mille profughi accolti. A questi se ne aggiungono 500 al Cara di Modena e circa ottomila nei vari Cas: in tutto 10mila persone, circa due ogni mille abitanti. E' la Regione con il più basso rapporto fra accoglienza e popolazione: l'Abruzzo, per esempio, è a 7, il Molise a 11. Questo stride con il fatto che l'Emilia-Romagna è la Regione con la più alta percentuale di stranieri sulla popolazione. Questo significa che gli immigrati vanno bene solo quando portano ricchezza e non quando si deve accogliere chi scappa dalle guerre? Forse c'è bisogno, in una regione come l'Emilia-Romagna, di rileggere la propria storia e dare un segno nuovo di accoglienza».

Parole che hanno scatenato l’immediata, e piccata, reazione della Regione Emilia Romagna. « Nessuno può dire che l'Emilia-Romagna non sia una regione che non accoglie migranti- attacca Gualmini in una nota- essendo da sempre protagonista su temi che sono per noi di assoluta rilevanza quali l'accoglienza e l'integrazione, e che fanno parte del dna di questa regione: tanto è vero che sia per i cittadini stranieri residenti sia per i richiedenti asilo siamo una delle regioni che accoglie di più».

In realtà, i dati in possesso di viale Moro coincidono con quelli della Fondazione Migrantes, che parla di oltre 10mila profughi ospitati in emilia-romagna. Ciò che Gualmini contesta è la dura analisi di Perego, sulla differenza nell'accogliere immigrati economici e richiedenti asilo. «Rimango molto perplessa di fronte all'interpretazione fornita dalla Fondazione Migrantes dei dati relativi agli arrivi- dice chiaro e tondo Gualmini- non ha molto senso paragonare i cittadini stranieri residenti nella nostra regione da oltre 30 anni con i richiedenti asilo arrivati in italia negli ultimi quattro anni. È chiaro che i primi, cittadini residenti di seconda e terza generazione, sono in numero molto maggiore rispetto a coloro che fuggono dalle guerre e che sbarcano dalle nostre coste dalla fine del 2011 in avanti, dall'emergenza nord africa. Paragonare due fenomeni che hanno radici così diverse non mi pare adeguato».

Oltretutto, sostiene la vicepresidente della Regione, «Sia per il primo gruppo che per il secondo gruppo siamo una delle regioni che accoglie di più».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google