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I grillini sul piede di guerra Ballestrazzi: «Il piano fallisce»

I grillini sul piede di guerra Ballestrazzi: «Il piano fallisce»

La promessa del governatore Stefano Bonaccini di «iniziare a spegnere qualche inceneritore» in Emilia-Romagna era «solo un bluff: ormai è chiaro a tutti». Attacca a testa bassa l’M5S. «È la...

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La promessa del governatore Stefano Bonaccini di «iniziare a spegnere qualche inceneritore» in Emilia-Romagna era «solo un bluff: ormai è chiaro a tutti». Attacca a testa bassa l’M5S. «È la dimostrazione che il piano regionale dei rifiuti era solo uno specchio per le allodole - affondano il colpo in una nota i grillini gianluca Sassi e Andrea Bertani - il risultato, per usare la definizione dello stesso Bonaccini, è che il miglior piano rifiuti della storia di questa Regione sta fallendo».

Del resto, sottolinea l’M5S, «aumentare la portata degli impianti significa bruciare più spazzatura, con buona pace delle promesse di Bonaccini e Gazzolo, che dissero che avrebbero chiuso qualcuno, se non tutti, gli inceneritori nel giro di pochissimo tempo. Un bluff che scoprimmo già prima di aprile, quando il piano venne approvato dall'aula e che ci spinse a non partecipare ai lavori dell’assemblea». Allora, «Bonaccini ci accusò di demagogia - ricordano i 5 Stelle - adesso siamo curiosi di sapere come giustificherà l’ennesima promessa tradita, visto che quello stesso piano che doveva rivoluzionare il sistema dei rifiuti dopo pochi mesi è nei fatti delegittimato e sull’orlo del fallimento. È incredibile come dopo meno di sei mesi la Regione riveda gli obiettivi: già nel piano si capiva che non corrispondevano in nessun modo a quello che in realtà sarebbe accaduto». L’M5S rilancia quindi le sue proposte, «tariffa puntuale e porta a porta subito nei territori che sono più indietro, anche con eventuale aumento delle tariffe di smaltimento per gli inadempienti».

Chi, a Modena, da sempre aveva fatto della battaglia per l’inceneritore una sua bandiera è Vittorio Ballestrazzi, ex Cinquestelle e oggi vicepresidente del Wwf Emilia Centrale: «È l’ennesima beffa che fa capire come gli inceritori rispondano solo esclusivamente al bisogno reale delle aziende e non a platonici progetti di legge. Si spendono soldi e poi si fanno andare a regime con il numero più alto possibile o quasi di tonnellate da bruciare. Non si capisce, poi, come queste raccolte differenziate continuino a dire che aumentano quando aumentano anche i rifiuti conferiti in modo indifferenziato: ci deve essere qualcosa che non torna. Solo tariffa puntuale e porta a porta sono risposte adeguate, ma non se poi deve permanere il regime degli inceneritori, sempre e comunque. È solo una politica affaristica che ha ben poco da chiedere all’ambiente. L’esempio di Parma è lampante: hanno tariffa puntuale e aumentano i rifiuti: allora significa chiaramente che arrivano da fuori».

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