Incendio doloso alla Im-Co di Finale Trovato l’innesco
FINALE. Un rogo, divampato all’improvviso martedì notte, ha distrutto diversi pannelli di poliuretano espanso di proprietà della ditta Im-Co dei fratelli Alfredo e Arrigo Pisa. La ditta, che si...
FINALE. Un rogo, divampato all’improvviso martedì notte, ha distrutto diversi pannelli di poliuretano espanso di proprietà della ditta Im-Co dei fratelli Alfredo e Arrigo Pisa. La ditta, che si occupa di coperture edili e rivestimento tetti, ha sede in via Galimberti, ma l’incendio è scoppiato nel piazzale esterno, alle spalle del Famila. I pannelli di poliuretano espanso, infatti, si trovavano accatastati al di là della recinzione dell’azienda. Sul posto, per tentare di domare le fiamme, si sono portati i vigili del fuoco volontari di Finale. Stando ad un primo sopralluogo, effettuato dai carabinieri di Finale che sono sopraggiunti poco dopo, l’incendio sarebbe di chiara natura dolosa. Pompieri e militari, infatti, hanno rinvenuto sul posto una bottiglietta di solvente che, con tutta probabilità, è stata usata come innesco per appiccare il fuoco ai pannelli.
Quanto alle cause, che avrebbero spinto chi si è reso responsabile del rogo a commettere un simile gesto - per ora ignoto - non si esclude nessun tipo di scenario. Tranne uno. Dalla Im-Co, infatti, fanno sapere di non aver mai ricevuto alcuna minaccia in precedenza, circostanza che escluderebbe quindi l’ipotesi dell’incendio per ritorsione o avvertimento.
Le indagini sono ora al vaglio dei carabinieri di Finale: i militari prenderanno visione sia delle telecamere di sicurezza installate all’interno della recinzione della ditta, sia di quelle del magazzino logistico che si trova invece di fronte alla Im-Co, nella speranza che il responsabile del gesto sia stato ripreso. Per ora, però, l’ipotesi più accreditata resta quella dei futili motivi. I pannelli di poliuretano espanso, infatti, accatastati all’esterno della recinzione della Im-Co e non negli spazi interni alla ditta, potrebbero aver dato fastidio a qualcuno, al punto tale da indurlo - in un raptus di rabbia estremo - a dargli fuoco. (v.c.)
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