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Ombre sul futuro di Trenkwalder

Ombre sul futuro di Trenkwalder

Stipendi di settembre non pagati ai 9mila lavoratori in Italia e molte filiali chiuse ma l’azienda garantisce la continuità

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I novemila lavoratori di Trenkwalder Italia non hanno ancora ricevuto lo stipendio del mese di settembre e l’azienda ha chiuso alcune filiali «a titolo precauzionale».

Inevitabilmente si è diffuso il panico fra le migliaia di addetti coinvolti e i sindacati hanno reagito con un comunicato. Ombre inquietanti si allungano sul futuro della grande agenzia di somministrazione lavoro, vale a dire una delle tante imprese che negli ultimi anni hanno prosperato prendendo in forza i disoccupati e gli aspiranti lavoratori per distribuirli poi temporaneamente nelle aziende delle più svariate tipologie in relazione alle esigenze, quasi sempre di carattere temporaneo. Aziende che hanno potuto prosperare in maniera ancor più significativa negli ultimi tempi grazie alle notevoli agevolazioni garantite del governo Renzi.

L’azienda Trenkwalder è nata una trentina di anni fa in Austria, è poi diventata internazionale e ha dato vita a un network del settore, dal quale però Trenkwalder Italia, guidata dall’amministratore unico Peter Zehentleitner, si è totalmente distaccata scegliendo Modena per la propria sede principale italiana. I modenesi possono riconoscere facilmente da qualche anno il gigantesco palazzone di fronte alla Maserati, dove campeggia il marchio Trenkwalder.

Attualmente Trenkwalder Italia vanta 280 dipendenti diretti e circa 8.700 lavoratori somministrati, addetti che l’azienda ha in carico e colloca di volta in volta in imprese diverse sulla base delle esigenze che il mercato propone.

I lavoratori modenesi sono circa 1.500. La crisi di liquidità che ha colpito Trenkwalder Italia, e il blocco dei novemila stipendi di settembre, derivano ovviamente da una decisione delle banche che hanno sempre erogato credito all’azienda ma i motivi non sono ancora stati resi noti.

«Ci stiamo adoperando in tutti i modi per risolvere il problema - ha detto ieri l’amministratore Peter Zehentleitner - e siamo certi di riuscire. Comprendo le difficoltà e le proteste dei nostri lavoratori, di cui posso solo parlare bene. In tempi molto brevi sarà tutto a posto. La chiusura di alcune filiali è dovuta solo a motivi precauzionali, perché abbiamo voluto evitare che qualche gesto irresponsabile potesse danneggiarci, anche se capisco che il danno d’immagine che stiano subendo è già grave».

In un comunicato lo stesso Peter Zehentleitner ha aggiunto che «nelle ultime settimane si sono sviluppate dinamiche di oggettiva difficoltà per l’accesso al credito bancario, circostanza di cui sono sinceramente rammaricato, che ci ha impedito di far fronte con la consueta puntualità all’esecuzione dei pagamenti dei nostri lavoratori, il cui adempimento non è mai stato né è in discussione. La situazione è dunque in corso di definizione, essendosi nel frattempo identificati più corretti strumenti e percorsi per la migliore gestione della società che nell’ultimo trimestre, mi preme ricordare, ha registrato performance molto positive e introdotto nel settore tecnologie rivoluzionarie. Nei prossimi giorni prenderò tutte le necessarie decisioni che possano garantire al meglio la continuità aziendale e il suo rilancio».

I sindacati Nidil-Cgil, Felsa-Cisl e Uiltemp-Uil modenesi e regionali, con una nota congiunta, si dicono «fortemente preoccupati per la forte situazione di criticità. Da parte dell'azienda è stato comunicato ai sindacati che la causa è dovuta a problemi tecnici, ma il timore è che possa esserci molto di più, visto che proprio in queste ore molte aziende utilizzatrici si stanno rivolgendo ai sindacati e a Confindustria perché non ricevono risposte dalla Trenkwalder stessa in merito ai pagamenti degli stipendi dei lavoratori impiegati nelle loro aziende. Chiediamo che si faccia al più presto chiarezza e si diano certezze alle migliaia di lavoratori in attesa dello stipendio».

Stefano Turcato

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