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Sicurezza nelle aree verdi di Modena, gli stranieri in campo

di Gabriele Farina
Sicurezza nelle aree verdi di Modena, gli stranieri in campo

Da oggi in servizio nei parchi cittadini un gruppo di 75 volontari, vigileranno anche nelle zone a rischio

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MODENA. Da ieri il giallo è il colore dell’integrazione. La tinta domina le divise delle nuove “sentinelle” dell’associazione Cmis (Comunità modenese per l’integrazione e la solidarietà). Istruiti dalla Polizia Municipale, sono pronti a intervenire in luoghi simbolo di Modena. Conoscono le manovre di pronto soccorso, hanno a cuore il verde pubblico e la convivenza reciproca. Pattuglieranno aree quali i parchi delle Mura e XXII Aprile, i Giardini Ducali e il Novi Park; presteranno servizio in zone frequentate come la stazione ferroviaria e l’autostazione; la loro azione sarà diretta anche alle frazioni di Cognento, Cittanova e Marzaglia. In circa trecento si erano presentati alle selezioni.

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Settantacinque hanno ricevuto ieri il tesserino dopo aver superato i corsi. Sono tutti stranieri e provengono da otto Paesi: Bolivia, Camerun, Costa d’Avorio, Filippine, Ghana, Guinea, Nigeria e Perù. «Noi stranieri partecipavamo prima in forma passiva - ha assicurato Flora Rojas, volontaria della Cmis - adesso vogliamo farci conoscere. Per altri ragazzi penso sia difficile prendere un permesso di soggiorno».

Un documento che appare un requisito per la partecipazione. «Bisogna che ci sia l’impegno a seguire le venti ore di lezioni previste - ha spiegato Maurizio Dori, presidente dell’associazione - ed essere a posto con il permesso di soggiorno». L’ex consigliere comunale ha ricordato come il processo non sia facile. «Spesso ci sono difficoltà per qualsiasi aspetto - ha ripreso Dori - anche per il rinnovo di un permesso di soggiorno. La carenza di lavoro si riflette nel loro stato di famiglia. Devono rinnovare ogni anno il permesso persone che fino a ieri lavoravano tranquillamente: sono problemi che non possiamo risolvere noi». I volontari possono però combattere per ciascuna delle quattro lettere che compongono l’acronimo Cmis: Comunità modenese per l’integrazione e la solidarietà. «Tante volte quando ci sono le emergenze volevamo fare i volontari - ha ripreso Lorena Cipriano, altra sentinella in giallo - ma non sapevamo come fare. Ora abbiamo imparato come girare in città e aiutare i cittadini per la sicurezza. Sono molto contenta di dedicarmi agli altri perché non viviamo in questo mondo per noi stessi. Siamo nati per gli altri.

Se abbiamo un Comune in pace e in sicurezza è come se Gesù fosse in mezzo a noi». L’appartenenza religiosa non è un requisito per l’accesso; inoltre, cristiani e islamici si trovano a collaborare fianco a fianco. Circa dieci persone hanno già segnalato un interesse per i prossimi corsi. «Consideriamo l’Italia un rifugio per crescere - ha ammesso Oscar Guerrero, peruviano d’origine “arrabbiato” per un furto alla bici - ma anche noi portiamo qualcosa da donare. Possiamo iniziare a essere guardiani della sicurezza». I volontari saranno attivi in fasce comprese dalle 8 alle 22. Il totale dei “cittadini attivi” sale così a 268. «È uno dei primi esempi in Italia d’integrazione a servizio della comunità pubblica», ha garantito il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli.

 

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