Bottura: «Primi vuol dire andare oltre»
Lo chef protagonista alla cena del New York Times. Per la prima volta il premio ritirato dal suo staff
Massimo Bottura? Irraggiungibile fino a domani sera. Pochi anche all’Osteria Francescana hanno avuto modo di parlargli. Sì, certo, si sa che si trova a New York ma poco di più. Scopo di questo soggiorno nella sua amata Grande Mela è la cena che ha preparato per T Magazine, il prestigioso inserto del New York Times che lo ha nominato tra le sei personalità più influenti del momento al mondo (primi italiano da tempo immemorabile) organizzando una cena da lui preparata. Una serata di onorificenze e divertimento con Lady Gaga che ha suonato e cantato per i cento invitati. Questo impegno di grande prestigio, alcuni incontri in programma e forse un sopralluogo nel Bronx per capire dove aprire la mensa per i poveri discussa con Robert De Niro hanno spinto Bottura a tornare solo domani. Per questo per la prima volta nella sua carriera ieri non si è presentato alla premiazione della Guida Espresso. Al suo posto sono invece andati i collaboratori: il sommelier e maitre di sala Giuseppe Palmieri, il capo della segreteria e organizzazione Enrico Vignoli e il suo braccio destro Davide Di Fabio. «Mi dispiace non aver partecipato alla giornata dell’Espresso. È la prima volta che mi capita - spiega al telefono dal Carlyle Hotel di New York - la mia soddisfazione per questo altissimo punteggio è totale. L’importante per noi è di non abituarci a questi punteggi alti, non dobbiamo sentirci i primi. Dico sempre che questi risultati devono invece essere uno stimolo per aver voglia di cambiare, di mettersi in discussione, di provare sempre cose nuove. Questo è il segreto della contemporaneità. L’altro è nel team». E sulla serata a New York, dice: «Sono rimasto commosso e colpito. Per me è stato un grande onore rappresentare il mio paese in America. Non hanno premiato un italiano negli Usa ma un italiano in Italia e secondo me è un fatto importante per tutti noi».
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