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Modena, donne discriminate anche negli stipendi

di Martina Stocco
Modena, donne discriminate anche negli stipendi

L’analisi effettuata nella nostra provincia  indica disparità di trattamento economico che si riflettono nella carriera e nelle cariche

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MODENA. Parità di genere, questa sconosciuta. Perché? Mettiamoci un attimo la toga. Se sei un uomo guadagni, in media, oltre il doppio di una tua collega donna. Per i consulenti del lavoro ci si “limita” a 1,6 volte in più. Discrepanza simile per quanto riguarda i veterinari.

Sono dati che emergono da una ricerca del 7 maggio condotta nella nostra città. Nello specifico, un avvocato percepisce 63.897 euro all'anno se è uomo e 27.827 euro se è donna. Per i consulenti del lavoro la forbice è tra i 59.264,82 euro per le figure maschili e 37.536,21 per le figure femminili. Nel podio rientrano i veterinari (23.861,78 euro) e le veterinarie (14.751,22 euro). Non è un caso che, sempre secondo l'indagine, meno di un componente su sette del direttivo dell'Ordine dei veterinari (14%) è donna. Il resto è composto da uomini. Lo stesso vale per gli agrotecnici, ma c'è una fondamentale differenza: le donne nella seconda categoria sono appena il 15% contro il 45% dei veterinari. In pratica, le veterinarie sono molto più escluse dagli organi di vertice di quanto non accada per l’altra categoria.

I RISULTATI IN TRE ORDINI PROFESSIONALI.  In tre Ordini professionali le donne sono rappresentate almeno quanto il genere maschile. Quali? Architetti, notai e farmacisti. Nelle prime due le donne sono più presenti nelle figure apicali dei loro colleghi (64% e 60%); inoltre, è più facile incontrarle in un ruolo di potere piuttosto che come semplici iscritte. Non è un caso che il 49% degli architetti e il 33% dei notai sia donna. Per i farmacisti accade l'opposto: il 78% è donna, ma il 50% di loro raggiunge il vertice. Sono stati fatti passi avanti? Rispetto al 2010 è aumentata la rappresentanza in alcuni Ordini di professione. Per gli avvocati, ad esempio, l'indice specifico è raddoppiato (passando da 0,4 a 0,8). Per gli agronomi il valore è più che triplicato: da 0,5 si è passati a 1,6. Un elemento in cui l'andamento a Modena appare, tuttavia, peggiore rispetto a quello nazionale. In tutti gli altri casi, infatti, ai piedi della Ghirlandina va meglio rispetto a quanto accade nel resto del Paese. La forbice è più evidente per i notai: in città il livello di rappresentanza specifico raggiunge il valore di 1,8 contro lo 0,2 della media nazionale. Ci sono anche peggioramenti. Nel quinquennio di riferimento l'indice di rappresentanza dei geometri è passato da 2,54 a 1,7. Flessioni inferiori si registrano tra gli architetti (da 1,36 a 1,3) e i consulenti del lavoro (da 0,48 a 0,4).

I dati saranno evidenziati in un convegno che si tiene oggi alla Camera di Commercio a partire dalle 14.45. Dalle 15.30 saranno presentate due ricerche specifiche sugli Ordini professionali dei Medici e degli Avvocati.

Dalla seconda analisi è possibile avere il polso sulle discriminazioni tra colleghi di toga. Ad esempio, 35 intervistate su 75 hanno confessato di aver ricevuto discriminazioni.

MATERNITA' E PROBLEMI IN FAMIGLIA.  A cosa sono legate? In 13 casi a una sottovalutazione da parte delle figure maschili e in altrettanti per maternità o problemi in famiglia. Quando una donna avvocato aspetta un figlio non interrompe l'attività nel 53% dei casi; nel 19% la sospensione è per meno di tre mesi. Passiamo alla professione medica. Il 63% di coloro che svolgono la libera professione e il 44,1% delle dipendenti hanno riscontrato difficoltà nell'attività lavorativa.

Secondo dati dell'Enpam 2011, le donne in camice bianco restano in numero inferiore rispetto ai dottori: 141.538 donne contro 211.634 uomini. Il reddito resta maggiore per i secondi. Nella prima ricerca, condotta dalla Commissione pari opportunità del Comitato unitario delle professioni provinciale, emergono dati nazionali.

Qualche esempio? La percentuale di giornaliste e psicologhe nel nostro Paese. Nel primo caso il dislivello si sta riducendo, ma gli uomini continuano a essere più delle donne; al contrario, gli psicologi restano una percentuale di gran lunga inferiore rispetto alle loro colleghe.

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