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L’aceto balsamico e i polli: dai ladri non si salva nulla

di Valentina Corsini
L’aceto balsamico e i polli: dai ladri non si salva nulla

San Felice. Nuovo episodio in via Villetta, nella casa di due anziani sfollati «Sparite botti che conservavo da trent’anni e tutto quello che c’era in freezer»

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SAN FELICE. È sparita un’intera batteria, composta da cinque botti contenenti il prezioso “oro nero” modenese, l’aceto balsamico. Era vecchia di trent’anni, quindi valeva 10mila euro.

E sono spariti generi alimentari nostrani. È il bottino del furto di lunedì notte a San Felice. Il raid in un’abitazione di via Villetta, all’interno di uno stabile utilizzato come deposito. La casa infatti, è in fase di ristrutturazione post sisma e i proprietari, Giorgio Fava di 83 anni e la moglie Fausta Gavioli di 76, avevano trasferito buona parte del mobilio – inclusa la prestigiosa e datata batteria contenente l’aceto balsamico e un frigorifero – all’interno del magazzino adiacente.

Lo hanno forzato i ladri, concentrando subito le loro mire sulla riserva di balsamico.

«Si sono portati tutta la batteria di botti di aceto balsamico, che possedevo fin dal 1980 – conferma Fava – ben cinque botti, la più grande delle quali contenente 60 litri di aceto. Non contenti, hanno svaligiato anche il frigo. Si sono presi 8 galline ruspanti e 4 conigli, pronti per essere cucinati, e 7 chili di tortelloni di zucca fatti a mano da mia moglie. Che dire, sicuramente si faranno un buon pranzo... Dispiace perché non è la prima volta che mi rubano delle botti. Già un anno fa me ne hanno portate via due, ecco perché temo che l’altra notte siano tornati per completare il lavoro. Si sono introdotti sulla mia proprietà passando per il giardino del mio vicino. Hanno posizionato alcune assi di legno come passerella, per arrivare meglio alla rete della recinzione, poi l’hanno tranciata e sono entrati. Mi hanno rubato anche una motosega che tenevo nel deposito degli attrezzi. Il dispiacere più grande, però, è per la batteria di aceto balsamico. Volevo trasferirla in casa, che doveva già essere pronta due mesi fa, perché fosse più al sicuro. Ma ci sono stati dei ritardi con i lavori di ristrutturazione post sisma e quindi ho dovuto lasciarla all’interno del deposito».

Già perché Giorgio e la moglie Fausta, vivono a San Biagio dal 2012, in un appartamento in affitto – a spese del Comune – dopo i danni alla loro abitazione di via Villetta. Abitazione che è stata ricostruita ex novo e che attende solo di essere riconsegnata alla coppia.

«Entro fine mese dovremmo rientrare in casa nostra – afferma in conclusione l’83enne – e spero di non inaugurarla con un altro furto. Quest’ultimo, infatti, è il secondo che subisco e mi auguro che il celebre proverbio del “non c’è due senza tre” non si avveri».

Buona fortuna, Giorgio.

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