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Marino, tanti ad ascoltare il «no»

Marino, tanti ad ascoltare il «no»

Referendum. In sala anche Paolo Trande, Giulia Morini, Francesco Rocco e Sel

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C’era molto pubblico ieri al Caffè Concerto di piazza Grande ad ascoltare Ignazio Marino, l'ex sindaco di Roma che presentava il suo libro “Un marziano a Roma” (editore Feltrinelli, 304 pp. , 18 euro). A Modena per una giornata a favore del No al referendum di Sel. Ad ascoltare anche tanti politici, da Giulia Morini e Paolo Trande del Pd, a Marco Cugusi di Sel e Francesco Rocco di Fas Sinistra italiana. Sul palco con l'ex senatore del Pd - “licenziato” dal suo stesso partito dopo la vittoria delle primarie e la conquista del Campidoglio grazie al voto di 700mila romani - anche Andrea Bosi (Sel) assessore a centro storico e partecipate ed esponenti dell'associazione Antonia. Marino voterà “No” al referendum costituzionale del 4 dicembre, così come Sel e gli altri partiti alla sinistra del Pd, ma soprattutto ieri ha illustrato la sua situazione. “Marziana”, come conferma lui stesso. «A darmi il soprannome di Marziano - spiega l'ex sindaco, di professione cardiochirurgo a livello internazionale - fu l'ex primo cittadino Gianni Alemanno. Aveva pienamente ragione perché fui sbeffeggiato proprio perché cercai un modo nuovo di fare funzionare le cose nella Capitale d'Italia. Invece dopo il voto dei cittadini venni fatto fuori da un accordo nelle stanze chiuse dove si costrinse 19 consiglieri Pd e 7 della destra a votarmi contro». Marino ha poi ricordato cosa fece nel suo periodo in Campidoglio: «La settimana scorsa il premier Renzi in tv ha detto che mi sono dimesso da sindaco e tutti sono scoppiati a ridere. Me ne hanno dette di tutti i colori, a partire dalla vicenda della panda Rossa che usavo in centro per non pesare sulle casse comunali. Poi sono stato assolto per quella vicenda per gli scontrini». L'assessore Bosi (vota No, unico della giunta comunale) conclude: «Il sindaco Marino voleva rompere gli schemi e fu coraggioso sulla registrazione delle unioni omosessuali all'estero, sulla pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Invece venne pugnalato dai suoi. Ricordo che noi di Sel Modena litigammo con i nostri esponenti a Roma che erano contro Marino». (s.l.)

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