Gazzetta di Modena

Modena

Modena è una Smart City ma perde cinque posizioni

di Maria Elena Mele
Modena è una Smart City ma perde cinque posizioni

Il direttore Fpa: «Nessun problema, l’importante è restare nella top ten italiana» L’assessore Ferrari: «Classifiche importanti: danno indicazioni su come lavorare»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «Se Modena è scesa di qualche posizione non si preoccupi l'assessore Ludovica Carla Ferrari, l'importante è restare nella top ten». È il commento che Gianni Dominici, direttore Fpa, ha fatto nel corso della presentazione della classifica delle Smart City italiane.

La città della Ghirlandina, infatti, è scesa, rispetto alla graduatoria dello scorso anno, dalla quarta alla nona posizione. Un calo che fa parte del gioco dei numeri soprattutto quando ad essere studiati sono i 105 capoluoghi italiani e sono presi in esame 105 indicatori statistici, 21 in più rispetto alla scorsa indagine, e sette dimensioni tematiche che vanno dalla Economy alla Living, dall'Environment alla Mobility, dalla Governance alla Legality.

Il podio della classifica spetta a Milano il secondo scalino è occupato da Bologna. Al terzo posto si colloca Venezia che sale di due posizioni rispetto al 2015. Buona la prestazione di altre città emiliano romagnole in particolare Parma e Ravenna che occupano, rispettivamente, il settimo e il decimo posto. «Le classifiche sono importanti, è stato il commento dell'assessore Ludovica Ferrari che era presente al convegno che si è tenuto in Fiera a Bologna, non tanto per il rating che ti danno, ma perché sono strumenti di lavoro che permettono di confrontarsi, per capire come e cosa hanno fatto le altre città e come si sono mosse».

La Ferrari ha precisato che, nello stilare queste classifiche, sono presi in considerazione alcuni parametri che l'amministrazione comunale può controllare e sui quali può incidere, basti pensare ai servizi on line che diventano un valore aggiunto per i cittadini, altri parametri, invece, si controllano di meno, ma che comunque restano sempre monitorati. Secondo l'assessore «è importante guardare a queste graduatorie con occhio attento e impegnato, senza fissarsi sul punto in più o in meno» guadagnato o perso da un anno all'altro. «È ovvio - ha continuato Ludovica Ferrari - che se si sale la prima reazione è di felicità e si esce con il sorriso, mentre se si scende di qualche posizione c'è un disappunto».

Resta comunque un dato importante che Modena, per l'ICityRate 2016, è tra i primi 10 comuni d'Italia e arriva subito dopo 4 città metropolitane (Milano, Bologna, Venezia e Firenze). Un risultato che diventa uno stimolo a fare meglio e, soprattutto, che alimenta il desiderio di realizzare una città sempre più Smart; per farlo l'assessore Ferrari punterebbe tutto «sulla cultura del dato che parte da una dotazione infrastrutturale di connettività che dovrebbe funzionare a sensori» considerando, naturalmente, l'aspetto della sicurezza. «Una città realizzata in questo modo, infatti, porta con se dei rischi e quindi, ha spiegato Ludovica Ferrari, è importante procedere con equilibrio». Nel corso della presentazione della ricerca è emerso che quest'anno più che in passato ICityRate ha misurato la capacità delle città di guardare a traguardi lunghi facendo investimenti che puntano sui nuovi driver di sviluppo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google