Profughi, patto per l’accoglienza
Protocollo in Prefettura sui 1200 migranti: «Equa distribuzione e più diffusione della lingua italiana»
Un protocollo per creare una rete più fitta e coesa nel campo dell’accoglienza ai migranti, cercando di potenziare la diffusione della lingua italiana e cercando nel tempo di introdurre nuovi soggetti attivi nell’accoglienza stessa.
«La provincia di Modena è fortemente attiva, grazie all'impegno delle istituzioni interessate e della popolazione, in un sistema di accoglienza diffusa di circa 1.200 cittadini stranieri richiedenti asilo».
È questo uno dei passaggi con cui la prefettura di Modena ha reso ieri noto di aver fatto di nuovo il punto sui migranti nel territorio.
Dunque, via via, si è ormai arrivati attorno a quota 1.200 richiedenti protezione. Migranti gestiti principalmente dalla cooperativa Caleidos che vanta ancora dallo Stato un credito di oltre quattro milioni di euro, non essendo ancora arrivati i soldi che le spettano. Il clima, su questo versante, non è certo dei più sereni. Comunque sia, nel palazzo di viale Martiri, è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra il prefetto Maria Patrizia Paba, l'arcivescovo di Modena-Nonantola Erio Castellucci, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, i presidenti delle Unioni comunali e la dirigenza dell'ufficio scolastico provinciale.
In particolare, è stato costituito un tavolo finalizzato alla analisi ed alla gestione dell'accoglienza degli stranieri richiedenti asilo. L'iniziativa, come ha spiegato lo stesso Muzzarelli parlandone ieri pomeriggio in consiglio comunale, mira a porre le basi per «un governo locale del fenomeno», oltre la logica dell'emergenza, potenziando le collaborazioni già in atto. L'obiettivo è sviluppare un modello di accoglienza condiviso secondo criteri di «equa distribuzione e sostenibilità». Si insisterà sui percorsi di diffusione della lingua italiana, oltre che «dei principi, dei valori e delle regole della società nazionale ed europea e, inoltre, del conseguimento e valorizzazione di competenze e di sviluppo di attività di volontariato a favore della collettività in un virtuoso circuito di reciprocità». il tavolo prefettizio è aperto all'adesione di altre istituzioni interessate nel campo dell’accoglienza e della formazione e alla partecipazione di soggetti pubblici e del privato sociale.
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