Gazzetta di Modena

Modena

Terre della Badia riparte Salvi tutti i posti di lavoro

di Daniele Montanari
Terre della Badia riparte Salvi tutti i posti di lavoro

La ceramica di Frassinoro rinasce grazie agli otto milioni della nuova proprietà Riassunti gli operai e nel giro di sei mesi parte la produzione. Esultano i sindacati

2 MINUTI DI LETTURA





FRASSINORO. Assunzione per tutti i dipendenti rimasti, 8 milioni di investimenti strutturali, riapertura nel giro di sei mesi e intanto attivazione da subito della cassa integrazione straordinaria.

Può dirsi davvero un happy end quello a cui è andata incontro la ceramica Terre della Badia di Frassinoro. Anzi no, il nome ormai è da dimenticare per lasciare il posto a quello di Industrie Matildiche, così come è stata ribattezzata l’azienda dopo l’acquisizione, il 9 settembre scorso tramite asta fallimentare, da parte del Gruppo Gresmalt dell’imprenditore reggiano Filippo Salvarani. C’era ovviamente anche lui ieri alla sottoscrizione dell’ultimo atto in Provincia, assieme alla Cgil, gli Rsu e Confindustria. Una cassa straordinaria chiesta per riorganizzazione che partirà dal 26 ottobre, ridando garanzie economiche ai dipendenti rimasti scoperti dal 16 agosto scorso alla scadenza della precedente cassa in deroga. Gli accordi sindacali nel dettaglio sono stati sottoscritti il 14 ottobre, disponendo il passaggio alla nuova proprietà di 59 lavoratori, con il mantenimento sia dell’anzianità aziendale che della contrattazione di secondo livello (salariale e normativa). Un gruppo di 8 invece ha accettato il percorso di mobilità verso la ricollocazione o la pensione. Erano 94 gli operai del posto (ma anche di Palagano, Montefiorino, Villa Minozzo, Pieve e Fiumalbo) all’esplosione del caso a marzo, ma alcuni in scadenza e altri poi si sono ricollocati. Ma tutti quelli rimasti sono stati ripresi, cosa non di poco conto di questi tempi. Gli accordi poi parlano appunto di 8 milioni che Salvarani investirà sia per il ripristino degli impianti esistenti sia per l’installazione di macchinari per produrre formati e spessori di piastrelle oggi più appetibili sul mercato. Poi a inizio marzo il via alla nuova produzione.

Di qui la soddisfazione della Filctem-Cgil: «Si è chiusa bene una vertenza lunga e complicata – sottolinea Carlo Antonino, che ha seguito passo dopo passo il caso – che ha visto per tre mesi il presidio quotidiano della fabbrica da parte dei lavoratori, a cui va tutto il nostro ringraziamento per l’impegno mostrato. Così come alla Rsu, che ha lavorato con noi per ottenere il massimo risultato. E un grazie anche alle istituzioni, che ci hanno sostenuto condividendo il percorso». «La vertenza si chiude con un’operazione stupenda che ridà lavoro a tutti» sottolinea il sindaco Elio Pierazzi, che ha avuto un ruolo non trascurabile nell’epilogo. «Grazie a Salvarani per aver riconsegnato a decine di famiglie una prospettiva di vita qui. E grazie anche al curatore fallimentare, l’avvocato Ilaria Lenzini di Reggio. Il timone è nelle mani di un grande imprenditore, che però ha bisogno di supporto, perché lavorare in montagna comporta maggiori costi. Mi auguro che la Regione sia sensibile su questo fronte».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google