Gazzetta di Modena

Modena

Un locale dove pregare per gli islamici di Al Huda

di Alfonso Scibona
Un locale dove pregare per gli islamici di Al Huda

Da sette anni si trovano nel piazzale di fronte allo stabilimento Marazzi Il presidente: «Trattative per trovare un edificio in periferia aperto a tutti»

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Continuano a resistere al freddo, così come avevano resistito al caldo, i fedeli musulmani dell'associazione Al Huda, che si riuniscono per la preghiera del venerdì nel parcheggio di fronte allo stabilimento Marazzi di via Regina Pacis, alle “Casiglie”. È il gruppo più disagiato (l'altra associazione presente sul territorio ha potuto giovarsi da tempo della riapertura del centro culturale in via Cavour, dove non ci sono problemi di sorta) rimasto sul territorio e sta trattando con l'amministrazione comunale la possibilità di avere i permessi per trasformare un immobile che verrà acquistato in zona periferica in luogo di culto. A chiarire quanto sta accadendo è il presidente Anware Zourrigua.

Inverno alle porte, però siete sempre a pregare all'aperto e al freddo con poche o con quante speranze di trovare una soluzione al vostro problema legato ad una sede per il culto?

«Siamo per fortuna solo all'inizio dell'inverno – risponde Zourrigua - e le speranze ci sono. Adesso siamo nella seconda fase del nostro problema per trovare una soluzione. La prima parte oscura l'abbiamo passata e devo dire “meno male”; adesso stiamo cercando un sito per fare un nostro centro chiuso per farci le nostre attività dentro. Dopo 7 anni siamo riusciti finalmente a fare il primo passo per una soluzione effettiva a favore della comunità musulmana di Sassuolo».

Sicuramente 7 anni sono tanti, ma sono tanti anche per l'identità del vostro gruppo, che rispetto agli altri fedeli che fanno capo a via Cavour, sono i più disagiati, non è così?

«Sì sette anni sono tanti – annuisce e il motivo credo sia che il mondo politico a Sassuolo è molto duro e difficile da convincere, la gente sassolese non si convince che noi esistiamo, che abbiamo una dignità, che siamo cittadini italiani che vogliono esprimere la loro cultura e le loro attività. Noi adesso stiamo cercando di fare passi in avanti anche con un progetto aperto a tutti, musulmani e non, e quando lo avremo trovato e messo a posto diventerà un luogo aperto a tutti, come una biblioteca aperta al pubblico, compresi i corsi di arabo per italiani. Cercheremo di essere sempre aperti a tutti quelli che vogliono capire cos'è l'islam, la cultura araba e chi siamo noi».

Vi state indirizzando già da un po' di tempo per un qualcosa che effettivamente contenga tutte le cose che hai detto: in che zona?

«Stiamo cercando un sito che non dia fastidio a nessuno e che sia molto lontano dalle zone residenziali. È una cosa fatta rispettando le regole e rispetta le norme di costruzione che il Comune ci impone».

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