«A Cava Rubbiani c’è ammoniaca» Il caso in Procura
Sabina Piccinini: «Concentrazione fino a sei volte superiore» Giulio Guerzoni: «Indagini approfondite in tempi brevissimi»
Nella Cava Rubbiani c’è ammoniaca: perché? Il Comune che fa? Sono domande che finiranno in Procura la settimana prossima. L’esposto sarà presentato dalla Lega per l’abolizione della caccia, di cui Emilio Salemme è delegato responsabile a Modena. L’intestazione? Inquinamento delle acque e disastro ambientale. «L’ammoniaca reagisce e può diventare cancerogena», ha spiegato Sabina Piccinini. Il consigliere comunale di San Cesario ha chiamato in causa l’assessore all’Ambiente di Modena, Giulio Guerzoni. «Il Comune ha i dati dal 12 agosto scorso - ha sostenuto Piccinini - com’è che nessuno sa niente?». Le frasi dell’insegnante di matematica sono supportate da testi. C’è la richiesta avanzata il 27 luglio a Guerzoni in cui Piccinini chiede «da quali fonti l’amministrazione comunale trae le proprie certezze» sulla potabilità dell’acqua in zona. Segue la risposta del 3 agosto dell’assessore, in cui si specifica che la «conoscenza puntuale deriva dalla raccolta di oltre 40 anni di indagini». I tecnici del Comune erano presenti due giorni prima in un sopralluogo con l’Agenzia protezione ambiente energia Emilia Romagna. Due i rapporti di prova dell’Arpae citati da Salemme e Piccinini. Il primo è stato rilasciato il 7 luglio dopo prove condotte dal 17 al 27 giugno. Il secondo è datato 8 agosto e segue test portati avanti dal 2 al 5 dello stesso mese. I risultati sono chiari. Nel primo caso la concentrazione di ammoniaca è di 3.19 milligrammi/litro, nel secondo caso è salito a 3.32 mg/l. Il limite di legge è oltre sei volte inferiore (0.5 mg/l). Considerati i valori d’incertezza (0,86 mg/l e 0,89 mg/l), la concentrazione vera potrebbe essere oltre otto volte superiore al consentito. C’è un’altra sostanza citata dagli estensori: il manganese. Nella prima analisi l’elemento chimico non compare, nella seconda ha un valore di 961 microgrammi/litro. Il limite di legge è di 50 microgrammi/litro. Con i 309 microgrammi/litro d’incertezza, la reale concentrazione potrebbe essere oltre 25 volte superiore alla norma. «Il metallo è legato al morbo di Parkinson in studi internazionali. Dall’ammoniaca, invece, si può formare l’idrazina, sostanza tossica, corrosiva, cancerogena ed esplosiva». Guerzoni ha specificato però che «i campi acquedottistici per l’uso idropotabile a Modena sono tutti ubicati a monte dell’area in esame». Nel cantiere della parti delle recinzioni erano abbattute o assenti, per cui sarebbe stato possibile avvicinarsi e riversare sostanze proibite. Un’altra ipotesi è che vi sia materiale interrato. Gli estensori confidano che «il procuratore ordini scavi e carotaggi» per risalire alla sorgente. «Il Comune per primo è interessato a capire l’origine - ha sottolineato ieri Guerzoni - attraverso indagini approfondite che ci auguriamo siano svolte in tempi brevi».
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