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E il mitico “Freccia” di Piumazzo di Castelfranco è da Gambero Rosso

di Vittoria Melchioni
E il mitico “Freccia” di Piumazzo di Castelfranco è da Gambero Rosso

Castelfranco. Il bar di Piumazzo eletto tra i migliori d’Italia. Mirco Guizzardi: «Sono felice, ma i tempi che hanno reso mitico questo locale restano legati al passato»

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CASTELFRANCO. «Ma che sorpresa!». È la Gazzetta ad informare Mirco Guizzardi che il suo “Freccia Bar” di via dei Mille è entrato con merito all'interno della “Guida 2017 Bar d’Italia”. Il pensiero va immediatamente a suo padre, l’indimenticato Ivano, personaggio che ha fatto davvero la storia di Piumazzo con le sue iniziative, creando un altro grande punto d’aggregazione nella piccola frazione conosciuta da tutti per la discoteca “Kiwi”.

«Questa menzione è un successo di tutto lo staff di “Freccia” del quale fanno parte anche mia mamma Maria Luisa e mia sorella Enrica - racconta emozionato Mirco - iniziamo la mattina alle 6 con le colazioni e finiamo a tarda notte con i cocktail, come da sempre nello spirito del locale».

Mirco non ha raccolto subito il testimone dal padre dopo la sua prematura scomparsa, ma ha fatto un po’ il “teppistello in giro”, come dice lui, prima di capire che il suo destino fosse quello di stare dietro ad un bancone con lo shaker in mano, cercando di capire al volo la personalità del cliente che gli si siede davanti.

«Ho fatto la scuola alberghiera a Serra - continua Guizzardi - e da lì ho iniziato a lavorare nelle sale di tanti ristoranti tra i quali anche l’Osteria Francescana, ma ci sono rimasto solo una settimana (ride, ndr). Quando ho compiuto 20 anni sono andato a Londra alla Locanda Locatelli e lì, dalla sala, piano piano sono arrivato al bar e ho carpito tutti i sergreti dei migliori barman. Tornato in Italia ho partecipato a numerosi corsi, specializzandomi sempre di più».

Pronto, finalmente, a perpetuare lo spirito che Ivano aveva lasciato all’interno del suo “Freccia”, Mirco decide però di dare una svolta al locale, spostando l’asticella un po’ più in su e presentando non solo i cocktail classici, ma anche nuove creazioni originali come il GinFizz “burro e salvia” o lo “Spice ’n Stormy” la versione caraibica del “Moscow Mule” fatta con rum speziato.

«Purtroppo non posso ricreare i grandi eventi di mio padre - spiega Mirco - la burocrazia tarpa le ali anche del più volenteroso dei visionari».

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