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Gigetto, genitori di Formigine in rivolta «È pericoloso e scadente»

Gigetto, genitori di Formigine in rivolta «È pericoloso e scadente»

Le lamentele di quanti affidano al treno il trasporto dei figli a scuola: «Ho visto addetti deridere i ragazzi, portoghesi sbeffeggiarli e nessuno risponde»

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FORMIGINE. Gigetto, il trenino che collega Modena a Sassuolo, fa ancora discutere, ma questa volta le critiche non arrivano dalle forze politiche - che da anni si scontrano sull’opportunità o meno di eliminare la tratta - bensì dai genitori i cui figli salgono ogni mattina sui convogli per andare a scuola.

Lo sfogo di una madre. «Non parlo solo a nome mio - dice una mamma - ma anche di tanti altri genitori, che non stanno sicuramente tranquilli nel sapere che i loro figli sono su quel mezzo. Vorrei sottolineare che il servizio, che paghiamo profumatamente, non è all’altezza di un paese civile, perché quel treno è sporco e frequentato da personaggi che non ci fanno stare tranquilli. Ritengo però che la cosa più vergognosa sia il comportamento che il personale tiene nei confronti dei ragazzi. Sono stata testimone oculare di come abbiano lasciato i ragazzi a piedi, anche se erano a pochissimi metri e stavano correndo per salire. Mi spiego meglio: spesso succede che i ragazzini, tutti minorenni, si trovino sul marciapiede che costeggia la strada ferrata e corrono verso il treno, ed è a quel punto che, volontariamente, dopo averli sbeffeggiati con sorrisini, gli venga chiusa la portiera in faccia. Mi è capitato di vedere dei passeggeri rimanere incastrati nelle portiere del treno. È vero che quelle porte hanno i sensori e i ragazzi non vengono schiacciati, ma rimangono con la cartella o il braccio fuori. Quando ho chiesto spiegazioni, perché le ho chieste, mi è stato detto dal personale che non ero titolata, nonostante io sia mamma di uno di quei ragazzi, per parlare dell’argomento e mi hanno anche detto “chissà cosa ha visto…”. Sfortunatamente per loro sono una persona lucidissima e so di cosa parlo. Questa situazione non può continuare, ma non so più cosa fare, visto che ho cercato inutilmente di telefonare, ho inviato email, ma non ho mai ricevuto risposta ed è per questo che mi sono rivolta alla Gazzetta, prima che qualche ragazzo scivoli sulle rotaie e succeda una tragedia, ma anche per far sì che i nostri figli possano viaggiare sicuri e tranquilli e che non vengano trattati da cretini da personaggi poco raccomandabili, che in treno li deridono perché i ragazzi pagano il biglietto, mentre loro si vantano di viaggiare gratis. È anche assurdo che per pagare un abbonamento troppo costoso dobbiamo andare in capo al mondo e avere, poi un servizio molto altalenante, visto che troppo spesso i ragazzi vengono caricati sulle corriere alternative. Noi famiglie paghiamo troppo un servizio scadente e i nostri figli non viaggiano sicuri. A questo punto chiediamo più controlli e più serietà».

Edda Ansaloni

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