Infarto, a Modena 1500 morti l’anno È la prima causa di decesso
Il professor Boriani, primario del Policlinico: «Abbiamo allestito una rete per interventi tempestivi. Attenzione alle aritmie, fare sempre prevenzione»
MODENA. I passi avanti ci sono stati, enormi. Ma molto è ancora da fare, da migliorare per ridurre il tasso di mortalità delle malattie cardiache collegate agli infarti dei modenesi.
Prima causa di decesso. I dati ufficiali parlano di una mortalità attorno ai 1500 casi all’anno nella nostra provincia, la prima causa di decesso. Ma è un numero che da solo dice poco se non si tiene conto che trent’anni fa il livello di mortalità era di un paziente su 5 casi e oggi è di uno a quindici. Un risultato ottimo se si tiene conto dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento esponenziale degli anziani oltre i 65 anni e che spesso hanno anche altre malattie che aggravano il quadro clinico.
Dati a convegno. Da questi numeri si dipana il filo rosso dell’affollatissimo convegno che si è tenuto ieri alla facoltà di Medicina e che ha visto in cattedra il prof. Giuseppe Boriani, direttore di Cardiologia al Policlinico e ordinario della stessa materia; ad ascoltarlo specializzandi, universitari e soprattutto molti medici di famiglia visto che il perno del recupero a domicilio e soprattutto della prevenzione sono i medici distribuiti sul territorio.
Monitoraggio vicino a casa. «Ora dobbiamo fare altri passi avanti - spiega Boriani - Dopo aver allestito la rete dell’infarto dobbiamo puntare a quella delle aritmie. Per il paziente cardiologico servono decisioni pratiche, veloci. I medici di famiglia sono importanti, soprattutto se possono fare riferimento a uno specialista a poca distanza in grado di valutare immediatamente il da farsi». Quindi niente corse pazze in ospedale a ogni accenno di batticuore, ma un monitoraggio vicino casa, con una sorta di “super-sentinella” in grado di pilotare nella maniera più dettagliata il caso clinico verso la sala operatoria o la terapia d’urgenza. E in caso d’infarto le coronarie vanno riaperte al più presto.
«La strategia - conclude Boriani - per affrontare le malattie del cuore deve essere combinata tra vari fattori. Prevenzione, cure croniche e interventi chirurgici vanno applicate caso per caso. Ma la migliore strategia resta sempre la prevenzione e il monitoraggio. La ricetta migliore è sempre quella di evitare sigarette, sovrappeso, curare l’alimentazione e praticare moto fisico».
Saverio Cioce
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