La zona stazione prende vita con il Dlf di via dell’Abate
«Ho convocato le Ferrovie dello Stato - spiega il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - perché la zona della stazione con le sue problematiche merita attenzione. Penso in particolare al sottopasso dei...
«Ho convocato le Ferrovie dello Stato - spiega il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - perché la zona della stazione con le sue problematiche merita attenzione. Penso in particolare al sottopasso dei binari. Stiamo attenti perché arrivano cattive frequentazioni se non portiamo quelle buone».
Il primo cittadino era in via Nicolò dell’Abate, a due passi dalla stazione centrale, che da l’altro ieri è riqualificata nonostante resti un’area appunto molto complicata del nostro centro storico. Anche perché il vicinissimo Mata non porta il pubblico sperato e la ex Manifattura resta lì, tristemente vuota e invenduta.
Le Fs al “Dopolavoro ferroviario” - lo stabile al fianco delle ex Poste dove ha sede un bar, una mensa, e il cinema d'essai 7B - hanno appena concluso un restauro che era necessario in uno stabile che ha molti anni di età.
I costi del cantiere sono stati pari a 200mila euro di cui 80mila euro della Fondazione Cassa di risparmio di Modena e il resto quasi tutto del “Dopolavoro”.
Quest'ultima è l’associazione dei pensionati delle Ferrovie che in Italia gestisce 108 immobili e a Modena conta oggi 500 soci dopo averne avuti anche 3500.
Il pubblico conosce quest'area soprattutto per la presenza del cinema che è gestito da Francesco Morsiani, fratello del critico cinematografico Alberto: «I lavori - spiega Francesco - li abbiamo eseguiti in estate, quando siamo normalmente chiusi. Attualmente abbiamo tra sala e galleria 230 posti e una ventina l'abbiamo perduta. Abbiamo sostituito tutte le poltrone e rifatto anche i bagni. Era necessaria una riqualificazione visto che la precedente è stata all'inizio degli anni ’90 mentre tre anni fa abbiamo digitalizzato la proiezione». Ieri a illustrare i nuovi lavori c’era il presidente del Dopolavoro Angelo Memoli, ex capostazione di Modena e oggi a Bologna. «Qui e a Modena - spiega - gestiamo le attività commerciali cinema, bar, mensa che danno un piccolo utile che serve per mantenere le attività. I nostri luoghi sono frequentati, alla mensa ad esempio vengono tanti impiegati di Comune e banche e tra pranzo e cena serviamo circa 400 pasti al giorno». (s.l.)
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