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Le telecamere ci sono I pali per installarle no

Finale. Da mesi si attende la videosorveglianza, bloccata per un acquisto a metà Nel bando di gara da 95mila euro non erano previsti i supporti ed i collegamenti

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FINALE. Se Atene piange, Sparta non ride. Se a San Felice si spendono fior di quattrini - 20mila all’anno - per tenere viva la manutenzione delle telecamere di videosorveglianza che non funzionano o sono inutilizzabili, a Finale si sono spesi quasi 95mila euro per acquistare i prodotti che però non possono essere installati. E il tutto per una strategia di bando che ha messo sì a gara la videosorveglianza, non includendo però nel capitolato l’acquisto di pali e collegamenti. Il contratto è stato stipulato con la società Teletronica di Campoformido (Udine), ma prima di veder funzionare un circuito, che garantirebbe maggior sicurezza ai cittadini e qualche supporto in più a carabinieri e polizia municipale, servirà ancora tempo.

Era il 26 gennaio quando sul sito del Comune appariva la comunicazione dell’aggiudicazione della gara e pochi giorni dopo la precedente amministrazione annunciava l’imminente utilizzo delle telecamere.

«Abbiamo voluto predisporre - disse il comandante della polizia municipale, Fabio Ferioli - un adeguato sistema di monitoraggio nell’area del centro urbano del capoluogo e nelle frazioni di Massa e Casoni, tenendo conto altresì delle zone artigianali di via Miari e via Venezia e di garantire un controllo assiduo delle più trafficate vie di accesso al territorio del Comune con apparecchi ad alta definizione, dotati di sistema di lettura targhe, con ripresa bidirezionale».

L’ambizioso progetto resta tuttora in fase di definizione con l’attuale Giunta ormai pronta a definire una varizione di bilancio - di circa 20mila euro - necessaria ad acquistare pali e collegamenti e a dare a Finale una videosorveglianza da tempo attesa. (fd)

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