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Sciopero tra tensioni, picchetti e cortei

Sciopero tra tensioni, picchetti e cortei

Studenti e antagonisti contro la “Buona Scuola”. I Cobas bloccano i camion davanti al Conad contro un licenziamento

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Non ci sono stati scontri, non c’è stata violenza come in altre parti d’Italia, ma anche a Modena la protesta dei Cobas, a cui si è unita quella degli studenti e degli antagonisti, si è fatta sentire, con momenti di tensione, inevitabili rallentamenti al traffico e anche un tentativo, fortunatamente solo abbozzato di bloccare la tangenziale, nel tratto all’altezza dei magazzini Conad, che si trovano in via Finzi, cuore della protesta dei Cobas.

Sono stati avvertiti disagi alla circolazione sia nella mattinata che nel pomeriggio, a causa dei cortei che prima i ragazzi poi i lavoratori hanno effettuato, sia in periferia che anche in centro storico, accompagnati da un ingente quantitativo di forze dell’ordine.

Verso le 7.30, quando i ragazzi hanno iniziato a radunarsi per la mobilitazione del Collettivo autonomo studentesco a cui hanno aderito anche i giovani del Guernica. In tutto una cinquantina di giovani.

Le ragazze e i ragazzi si sono mossi con i sindacati di base per dire “no” al governo Renzi. Dopo aver bruciato una bandiera del Partito Democratico, i manifestanti sono partiti dalla stazione delle corriere per toccare alcuni luoghi simbolo ( per loro non era consentito un percorso in centro storico). La Manifattura Tabacchi è stata indicata quale «luogo di sconsiderato sperpero di denaro». La sede della Lega Nord è stata vista come il ritrovo di «chi cerca di sfruttare le condizioni di disagio economico della gente per portare tematiche razziste». “Né con Renzi né con Salvini” recitava uno striscione. L’ex sindaco di Firenze è stato criticato per la “Buona Scuola” e, soprattutto, «per gli stage non pagati e le cattedre vacanti fino a ottobre».

Al presidente del Consiglio sono stati contestati anche «il referendum, il welfare e le riforme sul lavoro». La protesta è terminata con un’assemblea in via Carteria. L’obiettivo è quello di «rilanciare per i prossimi mesi la contestazione al governo Renzi».

Nel frattempo era in atto (era in effetti iniziato all’alba, verso le 5) un concentramento dei lavoratori aderenti ai Cobas e dei loro simpatizzanti davanti ai cancelli del magazzino Conad, la grande struttura che si trova in via Finzi.

Una cinquantina di lavoratori, e tra questi parecchi proprio in forza al Conad o ad una cooperativa di servizi che vi opera all’interno, hanno iniziato a picchettare cancello da dove entrano ed escono i Tir, per rifornirsi o per scaricare la merce. I manifestanti si sono sdraiati per terra, creando una catena umana, una forma di resistenza passiva. Era stata scelta quella sede per celebrare la giornata nazionale di protesta dei Cobas perché vi era stato recentemente un duplice licenziamento. Un lavoratore, in particolare, iscritto ai Cobas, dapprima era stato sospeso quindi poi licenziato.

Quando si era creata una fila di una ventina di tir con merce anche deperibile all’esterno e di cinque all’interno, la polizia ha “sgomberato” il passaggio, trascinando da una parte in manifestanti che facevano resistenza passiva , creando così un passaggio per i camion.

Il presidio davanti allo stabilimento è durato sino a circa le 17, tra nuovi picchettaggi, discussioni con i camionisti, cori di protesta, l’arrivo solidale dei ragazzi del Guernica che si sono uniti alla protesta e anche un “incontro sindacale” in strada con un rappresentante, uno dei capi della cooperativa a cui Conad ha affidato i servizi di facchinaggio e i lavori nei magazzini, che ha spiegato la vicenda del licenziamento, dei filmati relativi al furto e degli incontri con la proprietà e il lavoratore. In precedenza anche un rischiosissimo tentativo di bloccare la tangenziale da parte di un manipolo di manifestati, subito stroncato dalla polizia. In quel frangente un camionista, trovandosi persone in strada, ha frenato e il pesante carico di metallo per poco non finiva per schiacciare l’abitacolo del guidatore. Alla fine i manifestanti hanno deciso di mettersi in m marcia e il corteo, sempre scortato da polizia, è arrivato sino in centro dove ha sfilato.

Stefano Totaro

Gabriele Farina

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