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«Bandiera bruciata? Una violenza»

«Bandiera bruciata? Una violenza»

Il segretario del Pd Lucia Bursi stigmatizza l’episodio al corteo studentesco

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È continuata anche ieri la protesta dei Cobas davanti ai magazzini Conad di via Finzi, nata a causa del licenziamento di un dipendente accusato di aver rubato dai magazzini interni un melone da 60 centesimi. Fin dalle prime ore del mattino è andato in scena il replay della giornata precedente, con una decina di lavoratori che avevano formato un picchetto davanti ad un ingresso in modo da impedire l’entrate e l’uscita dei camion e con le forze dell’ordine schierate che ogni volta intervenivano per mediare la situazione.

Ma la mediazione definitiva si è avuta in tarda mattinata: pare che al lavoratore licenziato sia stata trovata un’altra sistemazione e lui l’abbia accettata. Sempre sul fronte delle proteste, questa volta studentesche, un intervento del segretario provinciale del Pd Lucia Bursi dopo che l’altra mattina era stata bruciata una bandiera Pd dagli studenti. «Dare fuoco alla bandiera di un partito, anche se si è contrari alle sue politiche, è un gesto violento, da condannare. Tra l'altro, è anche un gesto che non ha nessuna utilità pratica, che non aggiunge nulla alla protesta, che non fa avanzare un'altra idea o proposta. Come Partito democratico siamo sempre aperti al confronto e al dialogo su temi importanti come quelli che riguardano il mondo del lavoro, della scuola e del welfare».

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