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È festa alla Marchesini: «Presto 50 nuovi assunti»

di Rino Filippin
È festa alla Marchesini: «Presto 50 nuovi assunti»

Lo stabilimento di 14mila mq è all’avanguardia e utilizza solo energie rinnovabili Il ministro Galletti e l’ex premier Prodi tra gli ospiti. Clienti da tutto il mondo

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CARPI - Non è stata solo l’inaugurazione di un’azienda, seppur importante. Ieri mattina in via Emilia Romagna, dove è stata realizzata la nuova sede della Marchesini Group, c’era la sensazione che sul palco delle autorità ci fosse una “squadra”. Politici e proprietà uniti da un solo intento: più affari per gli imprenditori ma in una società socialmente avanzata in cui si vive bene.

Bandito il “lei”, davanti a una platea di almeno 1500 persone, Maurizio Marchesini, a capo dell’azienda, Stefano Bonaccini, presidente della Regione, Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente, e il sindaco Alberto Bellelli, hanno condiviso la visione dell’economia del futuro partendo proprio dal nuovo stabilimento di 14mila metri quadrati realizzato nel nuovo comparto a sud di via Lama. Marchesini, illustrando le caratteristiche della struttura ha riferito, tra l’altro che «l’azienda è ecosostenibile: le energie sono di origine rinnovabile e gli impianti sono tutti made in Italy. Gli addetti - ha continuato - sono 150 e prossimamente, ci auguriamo, arriveranno a 200 unità».

L’imprenditore ha riconosciuto che i lunghi, e a volte anche aspri, incontri con il presidente della Regione, hanno prodotto una buona sintesi di terreno fertile per le aziende, ma anche di qualità per viverci. Poi l’assist politico: «Non dobbiamo arrenderci a chi ha detto no solo per partito preso». Un riferimento al referendum del 4 dicembre? «Esatto - ha confidato Maurizio Marchesini -; dobbiamo renderci conto che siamo sotto osservazione da parte di istituzioni e imprenditori stranieri. Se al referendum vince il “No” faremo un balzo indietro di 20 anni e allora saranno guai per l’Italia...».

Intanto per la Marchesini Group gli affari vanno alla grande, con il fatturato in crescita del 9% fino a toccare i 270 milioni di euro nello scorso anno. E all’estero le macchine per il “packaging” di Marchesini sono considerate tra le migliori. In questi giorni sono arrivati imprenditori da tutto il mondo, compresi Kurdistan e Siria, per ammirare le nuove realizzazioni nello stabilimento di via Emilia Romagna.

«Marchesini - ha detto il ministro Galletti - dimostra come la rivoluzione industriale “4.0” si può e si deve fare con criteri di rispetto per l’ambiente. D’altra parte la politica ha creato un sistema di incentivi e detassazioni che vanno a vantaggio di chi fa impresa in Italia». Bonaccini ha poi ricordato gli sforzi della sua amministrazione volti a ridurre la disoccupazione (dal 9 sta calando verso il 7%), e dei viaggi intorno al mondo per creare opportunità di business per le imprese sul territorio.

«La Marchesini Group - ha poi sottolineato il primo cittadino di Carpi - dimostra che è possibile coniugare qualità di vita e qualità del prodotto. È questo a cui bisogna puntare».

Dopo la benedizione del vescovo Francesco Cavina e il taglio del nastro a più forbici (politici e il capo dell’azienda), la folla che aveva assistito ai vari interventi è entrata nell’azienda. Tra i numerosi “vip” visti a curiosare attorno a questi grandi macchinari, c’erano Romano Prodi e la stilista Anna Molinari . Davanti agli impianti, schierati, i dipendenti dell’azienda che vigilavano sulle macchine in funzione.

Come si lavora alla Marchesini Group? «Le condizioni sono eccellenti - ci hanno detto due giovani operai con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere - c’è rispetto reciproco a ogni gradino della scala gerarchica. Senza contare la qualità del luogo di lavoro: come può vedere c’è tanta luce e spazio: è un piacere venire a lavorare la mattina in questo stabilimento».

Nel maxi capannone di 14mila metri quadrati (il più grande polo della termoformatura in Italia), vengono montate e collaudate le macchine acquistate dai clienti, principalmente aziende farmaceutiche. Si tratta di macchinari ad alto tasso di tecnologia meccanica ed elettronica che producono poco rumore e sono molto efficienti, almeno a giudicare dall’eccezionale numero di “blister” o contenitori prodotti per minuto.

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