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In 400 per la sfilata della salute mentale

In 400 per la sfilata della salute mentale

Dal Sant’Agostino fino a piazza Mazzini, pazienti e medici insieme per l’apertura di Mat

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Quattrocento passi e oltre contro il pregiudizio. Parte da largo Sant’Agostino il Màt Pride, la marcia per combattere lo stigma con cui si apre la sesta Settimana della salute mentale. Il via alle 16.05 con la banda in testa. Il blu delle divise si fonde con il giallo delle magliette e dei palloncini per comporre una marea animata con i colori cittadini. La moltitudine di persone “dimentica” tante etichette: medico, paziente, familiare... Intanto, in decine iniziano ad avvicinarsi al corteo. Un simbolico passaggio di consegne avviene quando una bambina riceve un palloncino colorato da una volontaria. Tra qualche anno, quando sarà grande, chissà se saranno stati compiuti passi avanti. «I modelli stanno cambiando - anticipa il dottor Fabrizio Starace, direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Ausl di Modena - in maniera estremamente significativa. A Modena siamo passati dalle centinaia di episodi di contenzione meccanica registrate qualche anno fa ai due casi di quest’anno. L’opzione “contenzione zero” è praticabile e andiamo in questa direzione». In mattinata il dirigente aveva incontrato esperti nazionali e internazionali nel convegno d’apertura. «Lo stesso Martin Zinkler - cita l’intervistato - ha detto che nei Paesi stranieri ci sono episodiche situazioni straordinarie, ma quello che a livello di sistema è stato fatto in Italia è non comparabile». A un certo punto un ragazzo autistico accarezza il cagnolino dell’assessore al Welfare Giuliana Urbelli. «I ragazzi autistici incontrano un pregiudizio verso il lavoro - commenta Erika Coppelli, presidente di Aut Aut Modena - tuttavia, se si fanno programmi individualizzati, possono essere una risorsa per la società e non un peso, come sono purtroppo ancora considerati». Bisogna superare i pregiudizi anche contro gli stranieri. «Siamo stati accolti bene», confessa Omar Fofana, originario del Gambia, seguito dalla cooperativa Caleidos. I gesti quotidiani fanno la differenza. «Ognuno ha qualcosa da dare a modo suo - garantisce Ettore Morsiani (Banca del Tempo) - anche se ha problemi mentali. I pregiudizi si battono partendo dal basso, facendo piccole scelte che apparentemente non servono a niente. Come diceva però mio nonno, un chilometro è fatto di centimetri».

Gabriele Farina

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