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Influenza, i modenesi disertano i vaccini: l’Ausl corre ai ripari

di Saverio Cioce
Influenza, i modenesi disertano i vaccini: l’Ausl corre ai ripari

Campagna per superare il 53% di anziani trattati nel 2015 Acquistate 110 mila dosi. Casaletti (Ausl): «Scelta antivirus»

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MODENA. Le prime 110 mila dosi per Modena, con una spesa di 550 mila euro, sono già state ordinate. Ma se ne serviranno altre le ditte produttrici sono già allertate per raddoppiare le forniture alla nostra Ausl.

Alla vigilia della campagna antinfluenzale i responsabili dell’Ausl stanno facendo i conti con necessità e obbiettivi di un’operazione di salute pubblica che negli ultimi anni ha avuto esiti sempre peggiori, precipitando sotto la soglia minima di sicurezza che fa da barriera alla diffusione del virus che porta starnuti e febbre ma anche gravi complicazioni polmonari per i più deboli, soprattutto tra gli anziani.

Sono loro i più refrattari alle siringhe, anche se possono ottenere il trattamento preventivo in maniera gratuita.

L’inverno scorso ad esempio su un totale di 156 mila modenesi oltre i 65 anni che avevano diritto al vaccino gratuito sono stati solo 83.713, pari al 53%. Pochi? Pochissimi se si tiene conto che la soglia ideale per Ministero e Regione Emilia Romagna è del 75%: «Solo da questa percentuale in poi si evita la diffusione a macchia d’olio del virus» avvisano gli esperti. Certo che nell’inverno precedenti gli anziani che bussarono alle porte dei medici di famiglia, dove avviene la quasi totalità delle vaccinazioni, furono solo 80.965, il 3% in meno.

«Ovviamente il nostro obbiettivo è quello di aumentare quelle percentuali - spiega il dottor Giovanni Casaletti, direttore dell’Igiene Pubblica per la nostra Ausl - La vaccinazione è l’unico strumento per contenere e limitare i danni per i soggetti più esposti a rischio. Troppe polemiche in passato e anche il ritiro di un tipo di vaccino sospettato di causare eventi avversi ha creato un effetto di allontanamento per l’opinione pubblica. Ora occorre riacquistare la fiducia, certo, ma nessuno ha la sfera di cristallo per sapere quanti saranno i modenesi che andranno a farsi vaccinare. Noi però ci muoveremo con la massima energia possibile, coinvolgendo anche i medici di famiglia, per ampliare al massimo il numero dei vaccinati».

Peccato che i primi a essere refrattari a questa cultura della prevenzione siano proprio i camici bianchi. Su poco meno di 20 mila tra medici e infermieri della nostra provincia l’anno scorso effettuarono la profilassi solo 1.309. Quest’anno l’obbiettivo minimo che si pone l’Ausl è quello di superare quota 600. La Regione quest’anno ha fatto le cose al meglio, acquistando vaccini che hanno anche due tipi di ceppo B oltre che due di ceppo A, evitando le sorprese dell’anno scorso.

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