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Per lo spacciatore che fuggiva c’è l’accusa di lesioni volontarie

Per lo spacciatore che fuggiva c’è l’accusa di lesioni volontarie

Tragedia sfiorata in viale Italia: la procura di Modena contesta allo spacciatore che ha causato l’incidente la detenzione allo scopo di spaccio di droga, la resistenza a pubblico ufficiale, poiché...

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Tragedia sfiorata in viale Italia: la procura di Modena contesta allo spacciatore che ha causato l’incidente la detenzione allo scopo di spaccio di droga, la resistenza a pubblico ufficiale, poiché cercava di fuggire alla cattura, e anche le lesioni volontarie. Secondo quanto dichiarato dalla polizia e messo agli atti, le vetture civetta della Mobile non erano alle sue costole in prossimità dell’incrocio. Anzi, lo avevano perso: il fuggitivo era riuscito temporaneamente a seminare la polizia, poi arrivata sul posto, così come hanno dichiarato testimoni, con le sirene attivate. Da qui la decisione di prendere ancora più il largo, passando volontariamente l’incrocio con il rosso, senza neanche avere la “pressione” dietro delle auto della polizia. Ma chi è questo spacciatore per il quale domani ci sarà si saprà se il suo arresto verrà o meno convalidato? Si tratta di Said Bouadili, marocchino residente in via delle Suore, 24 anni, in regola col permesso di soggiorno. L’auto su cui sfrecciava è la sua, ed è assicurato. In gennaio è stato arrestato per spaccio: venne trovato in possesso di un chilo e mezzo di cocaina. Dopodiché, grazie al patteggiamento, ha ottenuto gli arresti domiciliari e la facoltà , in orari stabiliti, di recarsi al lavoro. E stava appunto “lavorando” l’altro pomeriggio: in auto, nei pressi del parco Ferrari, aveva mezzo chilo di cocaina e probabilmente aspettava un cliente. Considerando i quantitativi non è uno spacciatore da strada, ma è con ogni probabilità un grossista. I suoi clienti quindi sono altri spacciatori che vendono poi al dettaglio. Un anello medio alto della catena dello spaccio: è anche probabile che la Mobile lo stesse tenendo d'occhio ( lui oppure il suo cliente) proprio perché sulle tracce di una imminente vendita. Ma al di là delle indagini, sta di fatto che gli agenti lo avevano notato e lui, dopo un primo inseguimento a piedi, è salito in auto iniziando a scappare. Un testimone, come già riportato, aveva visto due vetture che si aggiravano su viale Italia all'incrocio precedente a quello dell’incidente: le aveva viste andare verso viale Corassori. Ha poi visto l’incidente, con l’Astra del marocchino che sfrecciava e tagliava l’incrocio. Dunque il sostituto procuratore Niccolini, contesta al 24enne anche il reato di lesioni volontarie (qualora non venisse accolta al richiesta c’è pur sempre quello di lesioni stradali) .

C’è già un precedente in città, in cui la stessa richiesta, avanzata proprio dal pm Niccolini, venne soddisfatta dal giudice. Nell'agosto del 2014 due magrebini in auto, inseguiti dalla Volante dopo un furto, passarono col rosso l’incrocio di viale Moreali e centrarono un’auto. Impatto micidiale: una mamma finì in terapia intensiva, feriti non gravemente papà e figlia.(s.to)

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