Stranieri, secondi in regione con oltre 92mila presenze
Ecco i dati del rapporto Caritas-Migrantes relativi all’anno scorso: a Modena 822 persone in meno La comunità più rappresentata è quella marocchina, seguono albanesi e cinesi. Salgono gli ucraini
I numeri parlano chiaro: l'Emilia Romagna si classifica in vetta alle regioni con maggior percentuale di residenti stranieri. Segue immediatamente la Lombardia. Sono, infatti, 538.236 le persone di origine straniera che abitano nelle diverse province, emiliane e romagnole, secondo i dati di Caritas-Migrantes aggiornati al primo gennaio dello scorso anno. Modena? Al secondo posto dietro Bologna. Nel capoluogo regionale si trovano 115.809 persone straniere tra le Due Torri e la provincia.
UNO OGNI OTTO E’ STRANIERO. Ai piedi della Ghirlandina e da Medolla a Pievepelago se ne contano 92.981. Chiude il podio Reggio con 69.981. La media regionale è di 12,1%, quindi praticamente un cittadino ogni otto è di origine straniera; in Lombardia tale valore si attesta all’11,5%. A livello numerico, gli abitanti di origine straniera da Piacenza a Rimini sono 538.236; a Milano e dintorni se ne trovano 1.152.230. Le rispettive incidenze a livello nazionale sono 10,7% e 23%. Un confronto con i dati dell’Osservatorio provinciale permette un raffronto interessante. Secondo le nuove cifre, aggiornate al primo gennaio di quest’anno, c’è stato un decremento notevole. Di quanto? Basti pensare che il numero di cittadini stranieri risiedenti sul suolo provinciale è sceso a quota 92.169, vale a dire 822 persone in meno. Non è un caso isolato, ma rispetto ad altri luoghi è una controtendenza: nell’area di Bologna, infatti, gli abitanti sono saliti a 117.243, vale a dire oltre mille in più. La città del Tricolore si conferma al terzo posto, ma con oltre mille cittadini di origine straniera in meno. Il nuovo riferimento è di 68.004. Ai piedi del podio cosa accade? A Parma le presenze aumentano da 59.507 a 59.903, quindi quasi 400 persone in più. A Ravenna si registra un nuovo aumento: dalle 46.712 persone di origine straniera del 2015 si passa alle 47.105 dell’inizio del 2016.
IL CALO DI PRESENZE. In generale, come va in Emilia Romagna? C’è stato un calo di quasi 4mila persone di origine straniera ora cittadini da Piacenza a Rimini. Dal valore di partenza (538.236) si passa così alle 534.424 del 2016. A livello nazionale, i nuovi cittadini si attestano a quota 5.026.153. Quali sono i principali Paesi di provenienza? La risposta giunge, ancora una volta, dal rapporto Migrantes. Nel testo sono citate le nazioni al di fuori dell’Unione Europea. In testa alla graduatoria si trova il Marocco con più 79mila persone. Una conferma nonostante il calo, rispetto al 2014, di oltre duemila cittadini. L’Albania ottiene l’argento con 64.202 persone; bronzo per la Cina con 35.363 (e un calo di quasi mille persone); salgono di mille i cittadini di origine ucraina (33.209 nella rilevazione del 2015). La Moldavia ha perso 31.033 cittadini ora italiani. Infine, 26.989 nuovi cittadini sono di origine tunisina. Anche in questo caso c’è stato un calo di quasi mille unità. In generale, i nuovi cittadini provengono soprattutto da Africa Settentrionale, Europa dell’Est e Asia. I minori rappresentano il 24,64% degli stranieri residenti in regione. Sono 132.650, vale a dire il 16,85% degli under 18 residenti in assoluto in Emilia Romagna.
I NUMERI E LA QUALITA’. «Non guardiamo soltanto i numeri, ma anche la qualità». Giuliana Urbelli ha commentato così i dati del Rapporto Migrantes. «A Modena c’è uno dei tassi superiori in regione tra rifugiati e residenti stranieri - ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali - perché sono oltre ottocento in città, senza dimenticare gli oltre novanta minori stranieri non accompagnati. È un numero alto: si tratta di circa cinque ogni duemila abitanti. A Modena si fa bene e la nostra Regione è stata la prima a dotarsi di hub, ovvero centri di raccolta che danno ai Comuni la possibilità di distribuirsi in modo ordinato. Non bisogna tenere in considerazione soltanto i numeri, ma la qualità di ciò che si fa». Sul tema dei migranti è intervenuto anche il sindaco. Muzzarelli ha sottolineato in consiglio comunale l’importanza del Protocollo d’intesa sottoscritto con prefettura, arcivescovado, Unioni dei Comuni e Ufficio Scolastico provinciale. «Con questo documento - ha riconosciuto Muzzarelli - gli enti locali in accordo con la Prefettura, attivano un tavolo di coordinamento finalizzato all’analisi e alla gestione dell'accoglienza degli stranieri richiedenti asilo e si impegnano a collaborare ancora di più e a cercare di tarare le risposte trovando un equilibrio tra le esigenze dei cittadini del territorio e i bisogni di coloro che fuggono da situazioni di guerra e calamità».
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