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Tragedia sfiorata a Modena: «Potevamo morire. Perchè l’inseguimento?»

Tragedia sfiorata a Modena: «Potevamo morire. Perchè l’inseguimento?»

Parla una delle persone ferite nello schianto in viale Italia causato da uno spacciatore in fuga dalla polizia: «A quell’ora di punta tante famiglie in auto con i bambini presi da scuola Il fuggitivo avrebbero potuto bloccarlo altrove. Non ho udito alcuna sirena»

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MODENA. «Potevamo morire tutte e tre... ». Trattiene a stento le lacrime la signora che venerdì pomeriggio, lungo viale Italia era al volante della sua Citroen C3, quando all’incrocio con via San Faustino, sulla loro auto è piombata quella dello spacciatore in fuga dalla polizia. Porta il collarino che le hanno posizionato all’ospedale di Baggiovara, dove è stata trasportata dopo l’impatto. Sulla testa un cerotto, un altro al piede. «Io me la sono cavata così: la botta alla testa, il colpo di ritorno al collo... - spiega - Un taglietto sulla gamba e uno al piede. Io sono qui, mia nipote e mia madre sono ancora ricoverate - racconta - Mia madre (79 anni) già aveva qualche problema di salute, questa botta non ci voleva. Ha il volto tutto gonfio. La piccolina invece ha una botta a una spalla e qualche ematoma. Sono tutte e due in osservazione. E meglio così. Abbiamo vissuto tutte e tre un grande spavento, io in viale Italia non ci passerò mai più». Il telefono continua a squillare, mentre lei ancora visibilmente provata, cerca di riordinare le idee per provare a raccontare quell’incubo che dall’altro giorno la tormenta.

«Stavamo andando a fare alcune commissioni, in vista di Halloween con la mia nipotina di 4 anni. Era con me e mamma in auto. Abbiamo preso viale Italia per andare verso via Emilia ovest. Quando siamo giunte al semaforo, ho visto che avevamo il verde e tranquillamente ho proceduto. Non ho visto e sentito nulla. Ho attraversato l’incrocio e ho sentito un colpo fortissimo. Mi sono sentita la testa girare, un botto fragoroso e siamo finite a sbattere con l’auto contro un’altra vettura che arrivava da via Luosi. Per fortuna arrivava quell’auto da destra, e ci siamo fermate lì. Altrimenti non so dove sarebbe finita la nostra marcia. Dove saremmo andate a sbattere. Io mi sono sentita la testa come rimbombare. Dietro la bambina piangeva per la paura e il male. Mia madre, anche lei spaventata, era dolorante. Poi sono arrivati i soccorsi e ci hanno portate all’ospedale». Inutile dire che la paura è stata tanta: «Una cosa che non auguro a nessuno». La signora si ferma, come a prendere fiato e poi sbotta: «Com’è possibile che in pieno giorno, in un’ora in cui ci sono mamme che vanno nelle scuole per prendere i bimbi, e che poi si muovono con i bimbi a bordo, ci possa essere la polizia che si mette a fare questi inseguimenti ad alta velocità? Tra l’altro avessero azionato dei dispositivi. Io non ho sentito nulla e non ho visto quell’uomo arrivare, avevo il verde e sono andata. Se ci fossero state le sirene, forse avrei frenato. Ma io dico, non potevano bloccarlo altrove quel signore? Noi potevamo morire. E tutto per un po’ di droga... Ne valeva al pena?».

Ora per la signora si apre un lungo cammino giudiziario per riuscire ad avere il risarcimento dei danni. «Prima speriamo di stare tutte e tre bene e presto... Quanto alla macchina è distrutta... - prosegue - Per fortuna pare che l’auto di quel fuggitivo fosse assicurata. Almeno quello. E poi ci sono i danni che abbiamo riportato. Io chissà quanto dovrò stare a casa dal lavoro. E speriamo che mia madre possa riprendersi bene da questa vicenda. Ripeto, è andata bene: noi lì potevamo davvero morire».

Salvi per miracolo anche la mamma e il figlio di 13 anni sulla Polo. La donna, ha commentato su Facebook: «Mi auguro che ci sia un posto in galera anche per quella persona, ma non ne sono del tutto convinta, perché la paura vissuta da me, mio figlio e le altre persone coinvolte, non l'ho vista negli occhi di quel maledetto. Tanta rabbia perché come tutti i giorni stavo andando a lavorare, anche per pagare la macchina nuova che lui mi ha distrutto».(a.m.)

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