Gazzetta di Modena

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Amo, in quattrocento per sostenere chi soffre

di Valeria Cammarota
Amo, in quattrocento per sostenere chi soffre

Una grande raccolta di fondi per l’attività dell’associazione e dei suoi volontari Il presidente Tosi: «La costruzione dell’hospice sarà fondamentale per i pazienti»

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Erano circa quattrocento le persone che, ieri, hanno partecipato all'ultimo dei pranzi organizzati da Amo (Associazione Malati Oncologici) di Carpi in collaborazione con la parrocchia di Santa Croce e i volontari del Pd di Carpi, con l'obiettivo di sostenere i progetti a favore dei pazienti oncologici. Quattro weekend durante i quali la tensostruttura della chiesa ha ospitato migliaia di commensali. Il momento più bello? La serata di venerdì , inserita nel programma “Ottobre Rosa 2016” dedicato alla sensibilizzazione rispetto alle neoplasie mammarie. «È stato un momento fortemente condiviso - racconta il dottor Paolo Tosi, presidente di Amo - e caratterizzato da un caldo clima famigliare che si è venuto a creare grazie alla partecipazione delle persone e dei volontari, vere colonne portanti di ogni nostra iniziativa: sia quanti si adoperano ai tavoli sia quanti lavorano dietro le quinte, predisponendo il necessario alla buona riuscita dei nostri eventi». AMO e la Parrocchia hanno raccolto fondi per finanziare le rispettive iniziative con un considerevole aumento, quest'anno, del ricavato. «Una collaborazione tra “fratelli” - continua Tosi - che ci consente di perseguire la nostra filosofia: aiutare, prevenire e risolvere i problemi che affliggono i pazienti e i loro famigliari, collaborando con l'Azienda Usl per il miglioramento della tecnologia necessaria». Gli ultimi macchinari di cui l'AMO è riuscita a dotarsi sono una tomosintesi mammaria per la diagnostica precoce e una risonanza magnetica per lo studio della neoplasia della prostata. Tecnologia strettamente connessa all'attività dei 500 volontari attivi in qualità di autisti dei cinque mezzi a disposizione per il trasporto dei pazienti verso i luoghi di cura (1.320 solo nel 2015, per un totale di 63 mila chilometri percorsi), front line, personale d'accoglienza presso il Day Hospital oncologico e di segreteria. «L'ultima nostra grande soddisfazione - prosegue il dottor Tosi - è l'accordo, raggiunto pochi giorni fa, sulla costruzione del nuovo Hospice, che riteniamo fondamentale al completamento della medicina palliativa e dell'assistenza ai pazienti, non solo oncologici, che qui troveranno assistenza qualificata e un luogo dedicato che ricalcherà l'habitat domestico e famigliare». La struttura sorgerà a San Possidonio, affinché possa coprire i distretti di Mirandola e Carpi, e avrà l'intento di alleviare il peso, fisico e psicologico, di quanti si trovano nelle condizioni di non poter essere assistiti né in casa né in ospedale. Nel rispetto della persona e della sua dignità. «Il mio ringraziamento, di vero cuore - chiosa il dottor Tosi - va a tutti i volontari e all'intera città, che tanto crede in noi».

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