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Màt tiene a battesimo “La Fonte” Starace: modello per il nuovo Sert

di Gabriele Farina
Màt tiene a battesimo “La Fonte” Starace: modello per il nuovo Sert

Nell’ambito della Settimana della salute mentale l’inaugurazione del centro gestito da “Insieme a noi” Il direttore del Dipartimento: «Laboratorio per la struttura che apriremo nel 2018 in via Nonantolana»

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«Un modello per il nuovo Sert». Con queste parole il dottor Fabrizio Starace ha presentato ieri la nuova sede de La Fonte. Gestito dall’associazione Insieme a noi, l’ambiente include diversi spazi in cui ognuno ha un ruolo. Un modo per realizzare l’obiettivo principale del gruppo guidato da Tilde Arcaleni: promuovere incontri per le persone con disagio psichico, valorizzandole al meglio.

«Le persone si trovano al centro di una comunità attenta all’uso del tempo libero - ha ripreso Starace, direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Ausl di Modena - e al rispetto delle norme di convivenza. È tutto fondamentale per fare un buon lavoro in salute mentale». Nel 2018 è prevista l’inaugurazione della nuova struttura del servizio Dipendenze patologiche (ex Tossicodipendenze), spostata da via Sgarzeria in via Nonantolana. «Accanto agli spazi ambulatoriali - ha anticipato Starace - speriamo di poter collocare attività di tipo abilitativo e riabilitativo che abbiano questa stessa caratteristica. È una sorta di laboratorio per esperienza a cui ci apprestiamo e che nei prossimi anni vedrà la luce con la nuova sede».

Intanto, ieri i riflettori erano puntati sul progetto di strada Fonte San Geminiano Ovest 13. Il cielo coperto non ha impedito a circa centoventi persone di partecipare all’evento, inserito nella nuova edizione di Màt, la Settimana della Salute mentale. All’ingresso s’è colpiti da un murales, dono di due artisti: Bastardilla ed Ericailcane. Birilli colorati costeggiano il percorso fino agli orti (anch’essi rinnovati) e all’ingresso. Le finestre sono tappezzate di tende bianche con messaggi ideati da Claudio. È uno degli uomini che ha contribuito alla rinascita dell’area, in passato usata anche come stalla. Prima di entrare è stata Arcaleni a illustrare il lavoro fatto.

«Abbiamo buttato giù tutto - ha garantito il presidente dell’associazione - poi la decorazione e l’arredamento sono stati curati da persone che contribuiscono ai nostri laboratori». Tra i turbini di colori si notano stoffe su diverse colonne. In una di esse sono posti i nomi delle donne e degli uomini hanno dato un contributo. Il primo piano, ex fienile ed ex deposito di mobili, è ora la sede dei laboratori. Sono stati organizzati eventi di fotografia e sono stati realizzati oggetti artistici. «L’ultima volta avevamo trovato piante di papiro - ha concluso Arcaleni - siamo inorriditi dall’idea che un posto così bello facesse una fine così».

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