Gazzetta di Modena

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«Una chat per proteggerci dai banditi a Modena»

di Stefano Totaro
«Una chat per proteggerci dai banditi a Modena»

Nasce “Torrazzi sicura”, un gruppo di residenti si è unito via smartphone con Whatsapp. E subito sono fioccate adesioni

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MODENA. «Abbiamo capito che contro questi delinquenti dobbiamo aiutarci, essere tutti uniti perché mille occhi possono sicuramente più di due occhi soli. Per questo motivo, dopo il recente colpo a casa di un residente del nostro quartiere, abbiamo deciso di agire. Dobbiamo aiutarci e, nel contempo, aiutare così la polizia e i carabinieri in modo che possano intervenire non soltanto dopo, quando ormai il criminale ha agito».

Torrazzi sicura. E così ecco che è nata “Torrazzi sicura”, una chat, un gruppo di residenti che, grazie alla diffusissima applicazione per cellulari Whatsapp, può comunicare in tempo reale scambiandosi messaggi via telefono. Messaggi scritti, messaggi vocali, fotografie: il gruppo ha pure un logo, piuttosto azzeccato, un segnale stradale, quello col cerchio rosso su sfondo bianco, dove all’interno non c’è nessuna cifra ma capeggia la scritta “la sicurezza non è un limite”.

L'idea si diffonde. La nuova sicurezza via smartphone si sta diffondendo a macchia d’olio ai Torrazzi, nella zona a nord della Nonantolana, cioè tra quelle case coi nomi degli stati sudamericani, via Brasile, via Cile, Uruguay, dove vive la comunità che gravita attorno alla parrocchia di Santa Rita.

Il ladro in camera. «Qualche giorno fa - spiega un residente - abbiamo tutti saputo quello che era successo ad una famiglia in via Cavo Argine, nel nostro quartiere. I ladri si erano infilati in casa, erano andati in camera da letto dove era presente la moglie. Lui, il marito, ha cercato di rincorrere il malvivente ma ha dovuto rinunciare, era scalzo proprio perché quel ladro gli aveva pure rubato le scarpe. Insomma, abbiamo capito che dovevamo unirci, darci tutti una mano: segnalare a tutti noi che abitiamo qui quando c’è un’auto che si aggira con della gente che scruta dentro le case per veder le abitudini degli inquilini, se qualcuno va avanti e indietro in bici perché magari sta spacciando, se di sera ci sono appostamenti nelle strade o se si vede, speriamo di no, qualcuno che entra da una finestra. Tutto quello che è anomalo va segnalato: e il tam tam si fa forte se è condiviso e si può subito intervenire, accedendo luci, telefonando, facendo rumore, ecc». «Abbiamo cominciato a parlarne, dopo la messa, fuori dalla chiesa, andando a casa - spiega il residente - Ci siamo rivisti, uno di noi in due minuti ha creato il gruppo su Whatsapp e dopo neanche un’ora erano già in venti ad aderire. E il numero è in continuo aumento, ora dopo ora, la voce si sta diffondendo, il messaggio è stato subito recepito. Cerchiamo di fare qualcosa, per tutti noi, per la nostra comunità e per aiutare le forze dell’ordine».

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