Fungaiolo scopre enorme bomba nei boschi
Montecreto. Lunga più di un metro, risale alla seconda guerra mondiale. Sarà rimossa o fatta brillare
MONTECRETO. Altra bomba della seconda guerra mondiale ritrovata nei boschi dell’Appennino, stavolta a Montecreto. L’ordigno è molto grosso: deve essere ancora estratto completamente, ma dalla fisionomia della punta si può stimare una lunghezza di circa un metro e mezzo. “Dormiva” tranquillo, protetto solo da un manto di pochi centimetri di terra, ai lati della Via dei Monti, la vecchia strada sterrata che parte dal paese ai margini della Circonvallazione Sud per arrivare fino a Passo del Lupo, offrendo un panorama incantevole e gettonatissimo tra l’altro dagli appassionati di trekking e mountain bike. Finché il suo sonno non è stato risvegliato da un intraprendente fungaiolo che nei giorni scorsi nel perlustrare palmo a palmo il terreno non è stato incuriosito da una strana sporgenza metallica tra le foglie. Ci voleva tutta la sua perseveranza nel cercare, perché il punto di rinvenimento è parecchio disagevole, su un lato del bosco a fitta pendenza a metà circa del percorso che va a Passo del Lupo: siamo nei pressi del “pino solitario”, il celebre punto panoramico lungo il sentiero Cai 459 dove un pino nero sormonta imperturbabile la vallata del torrente Scoltenna ai piedi del Cimone. Neanche troppo distanti da Montecreto in verità, circa 4 chilometri, e l’ordigno lanciato da qualche bombardiere è consistente. Il fungaiolo ha cominciato a scavare un po’ con le mani e poi stop: quando ha capito di cosa si trattava, si è fermato subito (con una goccia di sudore a rigare il viso magari) per lanciare l’allarme. Ha avvertito i carabinieri di Sestola, che hanno fatto scattare tutta la procedura di prassi per i ritrovamenti di questo tipo, con la delimitazione dell’area di concerto con l’ufficio tecnico del Comune e la polizia municipale e l’informativa urgente inviata al nucleo artificieri dell’esercito. Che stamattina andrà ad esaminare una situazione parecchio delicata: gli esperti dovranno stabilire se la grossa bomba (con i dovuti accorgimenti) può essere estratta completamente dal suolo e portata via, o se i rischi di trasporto sono troppi e c'è bisogno di farla esplodere sul posto, se non proprio lì in un’area comunque nelle vicinanze. Le incognite sono dovute anche allo scenario particolarmente disagevole, in un’area già impegnativa per muoversi dal punto di vista escursionistico, e ancora di più con bomba al seguito.
«Noi comunque siamo tranquilli – sottolinea il sindaco Leandro Bonucchi – le forze dell’ordine hanno preso in mano subito la situazione mettendosi in contatto con la squadra artificieri, che ha già affrontato molte situazioni simili nel nostro Appennino. Certo, una bomba così grossa non si trova tutti i giorni, per cui bisognerà intervenire con la massima attenzione». (dm)
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