Gli anni Novanta del Lambrusco
Il Lambrusco ha sempre avuto un forte ascendente su di me come una spada da brandire in difesa di un’identità e sentendo che non c’era più tempo da perdere andai fuori a combattere...
MODENA Il Lambrusco ha sempre avuto un forte ascendente su di me come una spada da brandire in difesa di un’identità e sentendo che non c’era più tempo da perdere andai fuori a combattere la minaccia che bussava alla mia cantina, così chiamato alla guerra santa io santo bevitore ho iniziato la mia battaglia donchisciottesca in nome di Sua Maestà il Lambrusco.
Erano gli anni '90 e io ventenne contestatore di un epoca buia cominciai a muovere i primi passi tra osterie e cantine, dopo l'ebrezza degli anni 80 dei grandi numeri delle autoclavi, della conquista dell'America con lattine simil coca-cola il lambrusco inesorabilmente cadde e una volta a terra venne deriso e sbeffeggiato ma proprio quando tutti pensano una cosa, ecco che trova la strada una visione differente, infatti il Lambrusco si rialzò e camminò nella giusta direzione.
Reduce dalla cattiva fama persino in Emilia molti si vergognavano a chiedere Lambrusco all'oste di turno, allora per darsi un tono l'avventore ordinava un Sangiovese o un Chianti; poi venne la moda del Nero D'Avola, fino ad arrivare a vedere sempre più spesso gentili signore pasteggiare a Brachetto, una stucchevole melassa color rosso granato chiaro sicuramente più adatto ad accompagnare dessert. Esteriormente il Giuda bevitore appariva catafratto e convinto di una scelta buona e giusta ma dentro inconsciamente piangeva il tradimento.
Il mio approccio al lambrusco è sempre stato istintivo, all'inizio rozzo e ignorante spinto solo dalla passione irrazionale con modus vivendi del mi piace, non mi piace alla Facebook che allora non era concepito nemmeno dalla fantascienza che ci riservava solo viaggi spaziali, poi arrivarono i veri e propri colpi di fulmine perché ci si può innamorare anche di un etichetta quando ti regala fuochi d'artificio nel palato e le papille gustative si mettono a fare la ola, non sono sensazioni governabili razionalmente e si sente esplodere nel cuore l'entusiasmo di un bambino.
Sono momenti che si imprimono nella memoria, sensazioni uniche. Ti innamori al primo sorso e già mentre tocca la punta della lingua ti accorgi si sta compiendo un miracolo, il cervello cerca di gestire la situazione ma è il cuore a scaldarsi e l'anima ad illuminarsi, ti accorgi di bere un Lambrusco diverso dagli altri e non resta che prendere nota e imprimersi nella memoria il nome dei quel Lambrusco che ha regalato tanta gioia.
* Il Lambruscologo
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