Hesperia e Procura contro le assoluzioni
Ricorso contro la sentenza del giudice per i due dirigenti della Regione accusati di concussione
La Procura di Bologna, con il Pm Morena Plazzi, ha fatto appello sulle assoluzioni pronunciata a marzo per l'ex dg dell'assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna Tiziano Carradori, attuale dg dell'azienda ospedaliera-universitaria di Ferrara e per la funzionaria Bruna Baldassarri. I due erano imputati insieme all'ex assessore regionale Carlo Lusenti, anch'egli assolto, nel processo sulle pressioni denunciate dal gruppo Hesperia di Modena, sui criteri di accreditamento delle cliniche private in Regione per l'alta specialità cardiochirurgica.
La sentenza è stata impugnata anche da Hesperia, parte civile; l'atto d'appello, di cui si apprende oggi, è stato depositato in estate. Carradori e Baldassarri rispondevano di concussione, Carradori anche di falso. Nel motivare la sentenza, il Gup Rita Zaccariello aveva quasi rovesciato i fronti della “guerra delle cliniche”: per il giudice i funzionari della Regione erano sostanzialmente le “vittime” di pretese e “aggressioni” da parte del gruppo Hesperia.
«Come tutte le sentenze anche questa deve essere rispettata anche se, a nostro avviso, essa non è assolutamente condivisibile», aveva commentato l'avvocato Alessandro Diddi, legale di Hesperia Hospital che aveva chiesto, come parte civile, 4 milioni di euro di risarcimento - il giudice non potrà mai, anche all'esito della discussione dei difensori degli imputati, superare dei dati inconfutabili e cioè che i precedenti responsabili dell'assessorato alla Sanità hanno utilizzato due pesi e due misure, non riconoscendo ad Hesperia fondi dirottati ad altre strutture sanitarie prive dei requisiti di legge necessari per garantire la sicurezza del paziente».
L'accusa aveva ricostruito un «crescendo di pressioni minacciose» tra febbraio e giugno 2013, quando la Regione e Hesperia firmarono l'accordo. «Un accordo - aveva detto il pm - diverso e punitivo rispetto a quello sottoscritto da altri privati».
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