Il fotografo McCurry alla mostra del Mata «Manca qualcuno...»
«Avete dimenticato Pelè e Messi tra i grandi del calcio» Cavazza diserta dopo la polemica sui 200mila euro di spesa
Con un'oretta di ritardo si è presentato Steve McCurry all'appuntamento con i giornalisti al Mata, dove si svolge la mostra delle figurine "I migliori album della nostra vita". Ma al celebre fotografo, che ieri sera ha presentato a Forum Monzani il suo libro "Il mondo di Steve McCurry", tutto può essere perdonato perché, si sa, gli impegni e le richieste gli piovono da tutto il mondo. Era data per certa anche la presenza dell'assessore alla cultura Cavazza che ha dato forfait. E non si è capito nemmeno tanto bene (esclusi motivi di salute) il perché. Inevitabili le voci maligne (da cui ci dissociamo) che l'assessore sia venuto meno all'impegno per non subire le domande dei giornalisti sulla folle spesa di oltre 200 mila euro per la rassegna di figurine di proprietà del Comune, costata a peso d'oro.
Fortunatamente la disponibilità e la simpatia di McCurry hanno fatto dimenticare tutto questo. Il fotoreporter si è subito reso disponibile, dopo una breve visita alla mostra, durante la quale ha fatto acutamente notare l'assenza di Pelè e Messi nella formazione di calcio di tutti i tempi, rappresentata da sagome. Ma meglio parlare di fotografia, del lavoro del maestro che ritiene che tutti siamo affascinati dal volto delle persone, perché ognuno racconta una storia che il fotografo sa fare sua. L'americano pone l'accento sul fatto che egli adora fare liberamente fotografia in un particolare luogo e momento. Tanto meglio se poi le immagini rientrano in un determinato progetto. "Domenica sono stato al cimitero minumentale di Milano. Imdipendentemente che io abbia fatto o meno fotografie, il cimitero resta un luogo meraviglioso da visitare". Confessa di avere la fortuna di lavorare in piena autonomia, di scegliere ciò che accade nel mondo. E fare questo con grande passione lo ripaga della fatica che gli è costata. Nessuna preferenza per i suoi reportage perché ognuno ha il suo valore per il paese in cui è stato realizzato. E il prossimo reportage sarà in Birmania per cogliere in profondità la cultura del Buddismo. Steve si sofferma anche sui pericoli che corre il fotoreporter diventato bersaglio dei terroristi che amano avere più visibilità; sulla comunicazone veloce di oggi consente di far pervenire immagini, in pochi secondi, in ogni parte del mondo. E consigli anche ai giovani che vogliono diventare fotoreporter: scarpe comode, dormire anche per terra, mangiare ciò è possibile. Ma soprattutto pazienza e dedizione.
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