La moda eco-sostenibile: «Così si salva il tessile»
Certificare tessuti, filati e coloranti per vincere la battaglia con i prodotti low cost I laboratori locali: attenzione, a volte le analisi in India e Cina non sono veritiere
«Tra le strade da percorrere per tutelare il tessile carpigiano c’è sicuramente quella del prodotto eco-sostenibile».
Parola di Carlo Alberto Medici, funzionario Lapam, pronto a lanciare il corso di formazione che proprio nei giorni scorsi ha ottenuto il via libera al finanziamento dalla Regione. «L’iniziativa - dice - sarà organizzata da “ForModena-Carpi” e sarà preceduta a dicembre da un corso introduttivo. La nostra associazione di categoria sostiene in modo convinto questo importante progetto che va nella direzione di mettere le aziende nella condizione di produrre capi belli e di qualità e nello stesso tempo salvaguardando l’ambiente. Come? Producendo con energie rinnovabili, utilizzando materiali di qualità e di conseguenza salubri. Tutto ciò anche nell’interesse del consumatore che, ci auguriamo, premierà la scelta delle aziende che lavorano su questa linea».
Insomma forse non sarà la rivoluzione che rilancerà il settore tessile locale, ma certo potrà contribuire a salvare posti di lavoro e una tradizione manifatturiera. Ne è convinto anche Emilio Bonfiglioli, esperto di analisi tessili che ha partecipato alla stesura del progetto da presentare in Regione. «Il tema - spiega Bonfiglioli - è complesso, ma sintetizzando si potrebbe dire che bisogna sempre più puntare sulla qualità dei capi perché l’industria tessile carpigiana fatica a competere sul piano dei prezzi. Chi produce, ad esempio, in Cina e in India, invece, ha più difficoltà a garantire la salubrità dei capi secondo standard igienici e qualitativi accettati a livello mondiale».
Nel mirino finiscono così certi laboratori di analisi che si trovano in territori dei Paesi in via di sviluppo.
«Lo sa - commenta Vittorio Cianci , altro esperto carpigiano di analisi tessili - quante analisi effettuate da strutture in Cina e India si sono poi dimostrate false? La garanzia di avere un prodotto salubre e di qualità si ha quando la filiera è controllabile dalle autorità. Non basta un pezzetto di carta con un’autocertificazione. Il punto è che fare analisi serie su tessuti e stoffe costa. In Toscana la Regione va incontro alle aziende finanziando le analisi. Speriamo che presto anche l’Emilia Romagna recepisca questa necessità».
Da notare che la salubrità dei capi non è una opzione: è obbligatoria per legge nell’interesse dei consumatori. Sono infatti sempre di più gli acquirenti che protestano e chiedono rimborsi quando notano che un certo capo produce problemi alla pelle. E se il prodotto è realizzato con tessuti a rischio o è stato tinto con colori cancerogeni c’è il rischio che le sostanze vengano assorbite dal corpo tramite sfregamento o sudorazione. Il corso di formazione che partirà nel 2017 è il primo del suo genere è servirà alle imprese per capire che ci può essere business tutelando ambiente e cliente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
