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La scrittrice modenese Claudia Rinaldi: «Storie e inchieste la mia passione»

di Nicola Calicchio
La scrittrice modenese Claudia Rinaldi: «Storie e inchieste la mia passione»

Il racconto “Tracce nella neve” è arrivato secondo al Premio Guido Cavani. «Lavoro a un romanzo»

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MODENA. Con il racconto “Tracce nella neve” la scrittrice formiginese Claudia Rinaldi è arrivata al secondo posto al Premio letterario “Terra di Guido Cavani”, dedicato allo scrittore modenese, autore di “Zebio Còtal”, considerato un capolavoro.

Un ottimo risultato per lei, visto che sono stati 199 gli iscritti provenienti da 18 regioni italiane e due anche dal Canton Ticino.

Claudia, come è nato il tuo racconto “Tracce nella neve”?

«Il racconto nasce dal mio amore per la natura, dallo studio delle tracce di animali selvatici, in particolar modo il lupo, dal mio sport invernale preferito, le ciaspole. Quando l’ho scritto avevo appena visto al cinema “Revenant - Il redivivo” con Leonardo Di Caprio. È una storia poetica, ma anche cruda, poco dialogo, ritmo serrato. Un racconto che deve lasciare emozioni. Volevo che il lettore sentisse il freddo, vedesse i colori di un bosco innevato, vivesse come il protagonista, che è un bracconiere».

È il primo concorso letterario a cui hai partecipato?

«No, tra il 2010 e il 2011 mi sono classificata tra i finalisti di tre concorsi letterari banditi da Damster Edizioni e i miei racconti sono stati pubblicati. In particolar modo uno dei concorsi si intitolava “Voglio un racconto spericolato” e bisognava ispirarsi ai brani di Vasco Rossi. La cosa bellissima è che Vasco Rossi per Natale mi ha fatto recapitare il mio racconto con la dedica “Bacioni a Claudia” e la sua firma. Lo conservo come un cimelio».

Quando è nata la passione per la scrittura?

«Sono figlia di scrittori. I miei genitori si sono conosciuti all’Università, quando erano già professori e avevano già pubblicato entrambi. Insieme hanno scritto un libro di grande successo “Quando eravamo i ribelli”, tradotto anche in varie lingue e distribuito in molti Paesi europei e contemporaneamente sono nata io. Da lì hanno pubblicato venticinque libri e ne stanno per uscire altri. Due di questi li abbiamo scritti assieme io e mia madre, con un originale confronto generazionale su temi di attualità come lo spreco di acqua e di cibo. Fin da piccola ho sentito parlare in casa di bozze, editori, tipografi».

Che emozione hai provato quando hai scritto per la prima volta?

«Era il 1987 ed ero al Ginnasio del liceo classico di Vignola. Inviai a un giornale locale un articolo quasi per gioco e lo pubblicarono. Quando lo vidi sul giornale, con il mio nome e una breve descrizione di me, provai tanto orgoglio e felicità. Da lì cominciai a inviarne altri e spesso me li pubblicavano».

Che tipo di scrittrice ti definisci?

«Per ora posso definirmi una scrittrice con un taglio molto giornalistico e di ricerca. È stato emozionante vedere per mesi i miei due libri negli espositori in Feltrinelli ed Eataly di Bologna, non nascosti negli scaffali. Ho toccato argomenti di attualità come la cucina degli scarti e degli avanzi, la nuova legislazione sull’etichettatura alimentare, le frodi, le allergie alimentari, il biologico. Tuttavia ho nel cassetto poesie e pure romanzi inediti».

Fai leggere a qualcuno le tue opere quando hai finito di scrivere?

«Ho un rapporto molto personale con la scrittura: è un dialogo tra me e lei. Dopo avere buttato di getto quello che mi esce dal profondo, rileggo io le bozze e le correggo da sola. Sono molto esigente con la grammatica, la punteggiatura, la sintassi. Solo quando il mio racconto mi sembra pubblicabile, lo espongo alla lettura dei miei familiari, considerandoli come un pubblico ma non come una giuria».

A quando il primo romanzo?

«Per il prossimo anno ho in cantiere un altro libro sulla scia dei primi due, essendomi specializzata in giornalismo enogastronomico e civiltà contadina. Tuttavia, questo secondo posto al concorso letterario nazionale mi ha fatto venire la voglia di pubblicare un romanzo che tocca esperienze della mia vita. Fino adesso sono sempre stata restia a divulgarle».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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