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Uccise moglie e suocera: 20 anni di pena

di Carlo Gregori
Uccise moglie e suocera: 20 anni di pena

Come chiesto dall’accusa, Francesco Grieco condannato con sconto di un terzo. La difesa: «Andremo in appello»

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BOMPORTO. Duplice delitto a Gorghetto: per aver strangolato la moglie e, poche ore dopo, l’anziana suocera (finita a colpi di martello), Francesco Grieco, 54enne, ieri è stato condannato a vent’anni di carcere al termine del processo con rito abbreviato, beneficiando così di uno sconto di un terzo della pena (la richiesta originaria dell’accusa era di 30 anni).

Apparentemente sereno anche se sempre depresso, Grieco ha partecipato all’udienza a porte chiuse davanti al giudice Eleonora De Marco. I suoi difensori, avvocato Guido Sola e Nicola Merighi, hanno già annunciato che, una volta lette le motivazioni, ricorreranno in appello. «C’è stato un grave errore di metodo nella valutazione dei test psichiatrici del perito che ha influito sull’andamento nel merito del processo. Grieco era solo parzialmente in grado di intendere e volere quando ha ucciso», ha ribadito Sola dopo la sentenza.

L’udienza si è infatti giocata intorno a quel dubbio: Grieco era capace di capire cosa stava facendo mentre uccideva la moglie Francesca Marchi, 53 anni, e poi quando ha infierito sulla anziana suocera che accudiva, Rina Tabarroni di 92 anni? L’argomento è stato al centro di un acceso dibattito durante l’incidente probatorio sulla perizia psichiatrica. Il consulente dell’accusa sostiene che Grieco era lucido; quelli della difesa, al contrario, che era affetto da parziale incapacità di intendere e di volere. Nella sua richiesta di condanna il pm Claudia Ferretti ha riconosciuto che, pur in grado di capire cosa faceva, Grieco era un uomo in preda a una grave depressione dovuta alla mancanza di un lavoro fisso dopo una serie di occupazioni brevi: era diventato il badante di sua suocera, in una ambiente soffocante come quella casa nella frazione di Bomporto. Quel sabato pomeriggio del 18 maggio 2015 nella villetta rosa di via Padella a Gorghetto, in camera da letto, ha piegato a sé la moglie e le ha preso il collo come per fare una carezza ma poi ha continuato spingendo sempre più forte fino a soffocarla. Domenica mattina, poche ore dopo - al termine di una notte terribile dove ha meditato di uccidersi con un coltello dopo aver scritto un biglietto di addio - disturbato dalle continue richieste dell’anziana suocera costretta a letto che chiama la figlia, è spinto a uccidere anche lei. La soffoca ma non riuscendoci torna con un martello e conclude il delitto. La storia è questa. Seguiranno i tentativi improvvisati di inscenare una rapina che non c’era mai stata (i soldi, 300 euro, erano ancora nella borsetta della moglie), le ammissioni davanti ai carabinieri e il crollo psicologico di un uomo provato da una profonda depressione radicata in lui. Ecco perché il pm Ferretti ha riconosciuto lo stato di prostrazione psicologica.

La condanna a vent’anni di carcere ha tenuto conto di questa situazione. Il calcolo è stato compiuto considerando 21 anni per il delitto della moglie e 9 anni per la continuazione quando ha compiuto il secondo omicidio uccidendo la suocera. Trent’anni in tutto, quindi, che per il pm (e probabilmente anche per il giudice) tengono conto delle generiche considerate di pari peso rispetto alle aggravanti: Grieco ha ammesso il delitto, ha risarcito la parte offesa (i familiari delle due donne uccise) ed è stato riconosciuto che ha compiuto un delitto non premeditato ma impulsivo, nato dal suo disagio. A questi 30 anni è stato applicato lo sconto di un terzo della pena per il rito scelto.

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