Una Bologna da scoprire
Mi è capitato diverse volte di parlare con persone che avevano girato il mondo, ma che non conoscevano minimamente il bello che li circondava di fianco a casa. Ammetto di aver fatto anche io questo errore,
MODENA. Mi è capitato diverse volte di parlare con persone che avevano girato il mondo, ma che non conoscevano minimamente il bello che li circondava di fianco a casa. Ammetto di aver fatto anche io questo errore, ma sto cercando di rimediare. Infatti, approfittando di un sabato di sole ancora caldo mi sono recata di nuovo a Bologna, una città che per lungo tempo ho sempre sottovalutato. Bologna, per noi modenesi classe 1974, era prendere il treno al sabato pomeriggio e recarsi al mercato in Montagnola ed esagerando, passeggiare su viale Indipendenza fino a Piazza Maggiore. Ora vi spiego l’itinerario che ho fatto io due settimane fa. Ho parcheggiato a pagamento nella zona est della città e sono entrata in centro fino ad arrivare a Corte Isolani. Il portico di legno di Palazzo Isolani è anche detto delle tre frecce. Qquando si attraversa, si alzano gli occhi al soffitto per cercare di vederle… io sono tra quelli che non è riuscita in questa impresa, quindi riproverò la prossima volta. Passando la Corte si sbuca nella bellissima Piazza S. Stefano, dove troverete anche l’omonima basilica, detta delle Sette Chiese, anche se in realtà dovrebbero essercene solo 4. Vi consiglio di sedervi in un caffè per ammirarla con tranquillità. Da lì mi sono spostata verso il cuore di Bologna, prendendo via delle Clavature ed arrivando in quella zona dove la città è ancora autentica, ossia la zona del quadrilatero. Qui potrete imbattervi, oltre che in gruppi di turisti stranieri, in antiche botteghe, principalmente gastronomiche, dove vi suggerisco di arrivare a stomaco pieno, a meno chè non dobbiate pranzare o cenare. Non so quante forme di parmigiano, prosciutti, bomboloni e panini con la mortadella io abbia visto…mi sarei seduta in ognuno di questi posti, perché alcuni fanno anche degustazioni. Lasciato questo ambiente culinario strepitoso sono andata alla scoperta della famosa finestrella, attraversando Piazza Maggiore e buttando l’occhio all’emblema di Bologna, ossia le due torri, degli Asinelli e Garisenda. Bella anche la Prendiparte, che ho incrociato mentre andavo verso la zona dei canali. Arrivata alla finestrella sono rimasta senza parole... ma era davvero Bologna quella che stavo guardando? Ebbene sì, una Bologna diversa, storica, affascinante e talvolta nascosta agli occhi dei turisti più superficiali, come sono stata io per lungo tempo. A breve tornerò, perché mi mancano ancora tante cose, primo fra tutte il quartiere ebraico. S
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